Circa novemila italiani, tra
uomini e donne, ogni giorno lavorano al di fuori
dei confini nazionali per fornire un contributo
importante alla ricostruzione, alla stabilità, al
mantenimento della pace. Dall’Africa, ai Balcani,
dal Medio Oriente, all’Asia nel segno di un
impegno militare, politico e finanziario di assoluto
rilievo, le unità italiane di peacekeeping sono
attualmente impegnate in diverse operazioni di
pace condotte o autorizzate dalle Nazioni Unite in
tutte le principali aree di crisi nel mondo.
L’Italia, coerente con la sua tradizione di
solidarietà e con la sua vocazione al dialogo con i
Paesi del sud del mondo, svolge da sempre in
questo ambito un ruolo di rilievo. Tale ruolo è
testimoniato in primo luogo dall’impiego di
uomini: il nostro Paese si colloca, infatti, ai
primissimi posti tra i Paesi che contribuiscono con
l’invio di truppe alle missioni di pace. Ma il ruolo
italiano è rilevante anche in termini di impieghi di
mezzi economici. L’Italia è, infatti, il sesto
contributore al bilancio del peacekeeping Onu
Attualità e cronaca e ambiente militare e Esercito
sabato 17 ottobre 2015
Italia e Peacekeeping
Circa novemila italiani, tra
uomini e donne, ogni giorno lavorano al di fuori
dei confini nazionali per fornire un contributo
importante alla ricostruzione, alla stabilità, al
mantenimento della pace. Dall’Africa, ai Balcani,
dal Medio Oriente, all’Asia nel segno di un
impegno militare, politico e finanziario di assoluto
rilievo, le unità italiane di peacekeeping sono
attualmente impegnate in diverse operazioni di
pace condotte o autorizzate dalle Nazioni Unite in
tutte le principali aree di crisi nel mondo.
L’Italia, coerente con la sua tradizione di
solidarietà e con la sua vocazione al dialogo con i
Paesi del sud del mondo, svolge da sempre in
questo ambito un ruolo di rilievo. Tale ruolo è
testimoniato in primo luogo dall’impiego di
uomini: il nostro Paese si colloca, infatti, ai
primissimi posti tra i Paesi che contribuiscono con
l’invio di truppe alle missioni di pace. Ma il ruolo
italiano è rilevante anche in termini di impieghi di
mezzi economici. L’Italia è, infatti, il sesto
contributore al bilancio del peacekeeping Onu
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento