Attualità e cronaca e ambiente militare e Esercito
domenica 20 gennaio 2013
LA STORIA DEL 2° REGGIMENTO GENIO PONTIERI
Il 2° Reggimento Genio Pontieri venne costituito a Piacenza il 1° gennaio 1883 con la denominazione di 4° Reggimento Genio (Pontieri).
Alla sua costituzione concorsero il 1° ed il 2° Reggimento Genio, ciascuno con una compagnia treno e 4 compagnie pontieri, eredi questi ultimi delle tradizioni dei “Pontieri d’Artiglieria” del risorgimentale 1° Reggimento d’Artiglieria. Il 2° Reggimento Genio cedette inoltre la 14° compagnia lagunari, di stanza in Venezia.
Fino al 1915 i Pontieri non parteciparono ad alcuna operazione bellica ma prestarono valida opera di soccorso in occasione di calamità naturali.
In particolare, intervennero:
- nel 1885 sull’Adige e sul Tevere;
- nel 1886 a Mortizza (PC), sul Po;
- nel 1888 ancora sull’Adige;
- nel 1889 sul Reno;
- nel 1894 sul Reno e sul Tevere;
- nel 1903 sul Livenza;
- nel 1905 a Dolo, Treviso, Ponticelli d’Ongina, Vicenza, Monselice, Coldiero, Legnago, Padova, Cerea, Bagnolo e nelle zone terremotate della Calabria;
- nel 1907 sul Po a Piacenza e sul Tevere a Roma;
- nel 1910 a Casamicciola;
- nel 1915 nelle zone della Marsica devastate dal terremoto.
Nel maggio 1915, all’entrata in guerra, il Reggimento mobilitò dodici compagnie pontieri, tre compagnie lagunari e quattro sezioni da ponte per cavalleria.
Nel corso della guerra i Pontieri parteciparono a tutte le operazioni di forzamento dei corsi d’acqua, dall’Isonzo al Piave, ben meritando la menzione del loro tributo di valore e di sangue nel testo della motivazione della medaglia d’oro concessa all’Arma del Genio (“…. gettando per ogni ponte una superba sfida al nemico ….. “).
I Pontieri concorsero inoltre, dopo Caporetto, al ripiegamento della 3^ Armata dall’Isonzo al Piave con il gittamento di ponti sul Torre e sul Tagliamento.
Verso la fine della guerra le compagnie lagunari vennero portate a otto e si distaccarono dal 4° Reggimento Genio (Pontieri) per costituire l’8° Reggimento Lagunari.
Nel 1919 quest’ultima unità venne sciolta e riassorbita dal 4° Reggimento Genio (Pontieri) che, il 1° aprile 1920, assunse la denominazione di Reggimento Pontieri e Lagunari del Genio.
Il 15 maggio 1933, dopo varie trasformazioni e ripetuti cambiamenti ordinativi, il Reggimento si sdoppiò dando vita ad un Reggimento per Ponti Leggeri (il 1° Reggimento Pontieri con sede a Verona) ed uno per Ponti Pesanti (il 2° Reggimento Pontieri con sede a Piacenza). Entrambi furono strutturati su due Battaglioni di tre Compagnie ciascuno.
Negli anni ’30, per le esigenze belliche delle operazioni in Africa Orientale, il Reggimento si trasformò varie volte costituendo anche compagnie speciali.
Nel corso della seconda Guerra Mondiale i Battaglioni Pontieri presero parte alla campagna sul fronte Greco-Albanese nelle operazioni di forzamento della Vojussa, del Pitoni, del Cormos e del Calamai e, in varie occasioni, vennero impiegati come fanti. In particolare, nella difesa di Borgo Tellini i pontieri della 7^ e 8^ compagnia costrinsero alla resa 300 attaccanti nemici.
Il I° e IX° Battaglione Pontieri si distinsero nelle operazioni sul fronte Russo insieme ai primi scaglioni delle truppe italiane assegnate al C.S.I.R. ed affluite in Russia dal luglio all’agosto 1941.
Il forzamento del Dnieper nel settembre del 1941 venne condotto durante una notte di intenso lavoro e dopo un trasferimento di circa 400 Km. compiuto in dodici ore su strade pressoché impraticabili. Il passaggio venne assicurato mediante il ripristino di un ponte nemico di zattere lungo ben 1300 metri, in gran parte distrutto e ripristinato in esercizio per più di venti giorni sotto il fuoco d’artiglieria e le continue incursioni aeree nemiche.
L’8 settembre 1943, in seguito agli avvenimenti determinati dall’armistizio, il 2° Reggimento Pontieri venne sciolto.
Il 15 dicembre 1949, per effetto del dispaccio SME n. 3120/Ord./I del 29 novembre 1949, fu ricostituito secondo un ordinamento misto che comprendeva:
- Comando di Reggimento;
- Plotone Comando Reggimentale;
- I° Battaglione Pontieri su due compagnie;
- I° Battaglione Ferrovieri su due compagnieP.M.S. (Ponti Metallici Scomponibili);
- Compagnia I.E.F. (Esercizio Linee Ferroviarie);
- Compagnia Parco.
Nel 1950, anno in cui il Reggimento gittò per la prima volta a Venezia il “Ponte del Redentore”, venne costituito il Laboratorio reggimentale e la compagnia A.R.P. (Addestramento Reclute Pontieri).
Dopo altri mutamenti ordinativi, il 1° marzo 1953 il II° ed il III° Battaglione Genio Pontieri.
Il 4 novembre 1953, nel corso di una solenne cerimonia nella Piazza dei Cavalli in Piacenza, la Bandiera di guerra del Reggimento venne decorata della Medaglia d’Argento al Valor Civile per l’opera di soccorso prestata nel Polesine due anni prima.
Nel 1957 il Reggimento, dopo l’ottimo piazzamento (2° e 3° posto) dei suoi scafi al raid Pavia-Venezia, prese parte per la prima volta al Campionato Italiano Motonautico, classificandosi al termine, al 2° e 3° posto.
Il 1° gennaio 1954 il I° Battaglione Genio Ferrovieri ed il Laboratorio Pontieri divennero autonomi, distaccandosi dal Reggimento.
Nel novembre-dicembre 1966 il Reggimento prestò la sua opera di soccorso in Toscana per l’alluvione provocata dallo straripamento dell’Arno, meritando un attestato di pubblica benemerenza.
Il 6 settembre 1974, nel quadro del riordinamento dell’Arma del Genio, il I° Battaglione Genio Pontieri venne contratto a Quadro assumendo la denominazione di II° Battaglione Pontieri (Quadro) mentre il II° Battaglione Genio Pontieri di Legnago rimase in vita assumendo la denominazione di I° Battaglione Genio Pontieri.
Il Reggimento era quindi strutturato su:
- Comando di Reggimento (Piacenza);
- Plotone Comando Reggimentale (Piacenza);
- I° Battaglione Genio Pontieri (Legnago);
- II° Battaglione Genio Pontieri Quadro (Piacenza);
- III° Battaglione Genio Pontieri (Piacenza).
Il 22 settembre 1992 anche il 1° Battaglione Genio Pontieri di Legnago divenne autonomo alle dipendenze della Regione Militare Nord-Est.
Nel 1997 il Reggimento passò alle dipendenze del Raggruppamento Genio in Udine, successivamente denominato "Brigata Genio", ed assunse la fisionomia che possiede tuttora.
Per ampliare il quadro di conoscenza sul 2° Reggimento Genio Pontieri si suggerisce di vedere le immagini nelle pagine sottoindicate:
- Attività di Bonifica da ordigni esplosivi (EOD)
- Impiego operativo del Reggimento in Kosovo ed in Pakistan
- Attività sportiva nel settore dalla Motonautica
- Interventi a favore della popolazione civile.
La missione ISAF in Afghanistan
La missione ISAF in Afghanistan
La missione ISAF della NATO in Afghanistan svolge attività di supporto al Governo afghano nel mantenimento della sicurezza, sia attraverso la conduzione di operazioni militari secondo il mandato ricevuto, sia attraverso il contributo ad azioni umanitarie e di ricostruzione. Il contingente italiano è schierato nella regione di Herat, con 3.952 unità. Durante la missione ISAF hanno perso la vita 52 componenti del contingente italiano, di cui 31 in seguito ad attentati o conflitti armati.
informazioni aggiornate a venerdì, 26 ottobre 2012
La missione ISAF (International Security Assistance Force) è stata costituita a seguito della risoluzione ONU n. 1386 del 20 dicembre 2001. Inizialmente l'attività della missione era limitata al mantenimento, nell'area di Kabul, di un ambiente sicuro a tutela dell'Autorità provvisoria afghana e del personale ONU presente nel Paese. Successivamente la risoluzione ONU n. 1510 del 2003, ha autorizzato l'espansione delle attività della missione anche al di fuori dell'area di Kabul. Attualmente ISAF ha il compito di condurre operazioni militari in Afghanistan secondo il mandato ricevuto, in cooperazione e coordinazione con le Forze di Sicurezza afgane ed in coordinamento con le Forze della Coalizione, al fine di assistere il Governo afgano nel mantenimento della sicurezza, favorire lo sviluppo delle strutture di governo, estendere il controllo del governo su tutto il Paese ed assistere gli sforzi umanitari e di ricostruzione dello stesso nell'ambito dell'implementazione degli accordi di Bonn e di altri rilevanti accordi internazionali. La missione collabora con l’Assistance Mission dell’ONU (UNAMA). (vedi Afghanistan e Pakistan ).
Dall'11 agosto 2003, ISAF è guidata dalla NATO ed è la prima missione militare extraeuropea dell'Alleanza Atlantica dopo che il vertice di Praga del novembre 2002 ha stabilito, nell’ambito di un approccio globale per la difesa contro il terrorismo, che le forze dell’Alleanza possano intervenire anche fuori dall’area dei Paesi membri qualora i suoi interessi lo richiedano.
ISAF comprende 130.386 militari (Fonte NATO – 6 gennaio 2012) appartenenti a contingenti di 49 Paesi. Il contributo maggiore è fornito dagli Stati Uniti (90.000 unità), seguiti dal Regno Unito (9.500), dalla Germania (4.818), dall’Italia (4.000), dalla Francia (3.916 unità)[1], dalla Polonia (2.475), dalla Romania (1.876), dalla Turchia (1.845), dall'Australia (1.550) e dalla Spagna (1.488). Comandante della missione dal 18 luglio 2011 è il generale USA John R. Allen. Alla stabilità del Paese contribuiscono inoltre circa 180.000 soldati dell’Esercito nazionale afgano (Fonte NATO – 6 gennaio 2012).
Nel Vertice NATO di Lisbona del 19 e 20 novembre 2010, si è deciso il ritiro delle truppe entro il 2014, quando le forze afghane avranno verosimilmente assunto il totale controllo della sicurezza sul territorio. Tuttavia, il processo di transizione avverrà gradualmente sulla base delle reali condizioni del paese, che non verrà abbandonato a se stesso; è previsto, infatti, che parte delle truppe restino anche dopo la data limite fissata.
A tale proposito il generale Allen, in una lettera inviata al personale militare e civile in occasione dell'assunzione del comando della missione ISAF, ha indicato quali condizioni essenziali per il completamento del processo di transazione nel 2014 la piena cooperazione e il coordinamento con i partner afghani, sia governo sia forze di sicurezza.
Lo svolgimento della missione ISAF è articolato in cinque fasi:
la prima fase ha riguardato l’attività di analisi e preparazione;
la seconda fase ha avuto l’obiettivo di realizzare l’espansione sull’intero territorio afgano, in 4 distinti stages che hanno riguardato in senso antiorario le aree Nord, Ovest, Sud ed Est;
la terza fase è volta a realizzare la stabilizzazione del Paese;
la quarta fase riguarda il periodo di transizione;
la quinta fase prevede il rischieramento dei contingenti.
La missione ISAF si trova attualmente nella sua quarta fase, quella di transizione.
L’Italia, che partecipa alla missione dal gennaio 2002, è stata inizialmente impegnata a Kabul. Dal giugno 2005 ha assunto il comando della regione di Herat (a ovest del Paese), che comprende le province di Badghis, Ghowr e Farah, oltre a quella omonima di Herat. Il contingente italiano è costituito da personale delle Forze armate, della Marina Militare, dell'Aeronautica Militare, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di finanza.
La componente aerea del contingente è stata rafforzata dal 2007 ed ha in dotazione velivoli AMX, per assicurare al contingente nazionale un maggior livello di sicurezza e protezione, velivoli senza pilota Predator, da ricognizione e sorveglianza, elicotteri A129 Mangusta, per il supporto aereo.
La partecipazione italiana ad ISAF è stata da ultimo prorogata al 31 dicembre 2012 dal decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, recante proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali, convertito con modificazioni, dalla legge n. 13 del 24 febbraio 2012.[2]. (vedi Missioni internazionali ).
L'Assemblea della Camera dei deputati ha approvato, il 15 febbraio 2011, le mozioni 1-00561 (Cicu e altri), 1-00562 (Tempestini e altri), 1-00563 (Porfidia e altri) e 1-00564 (Vernetti, Adornato, Della Vedova e altri), relative alla definizione di un piano per il ritiro del contingente italiano in Afghanistan.
Durante la missione ISAF hanno perso la vita cinquantadue componenti del contingente italiano, di cui 31 in seguito ad attentati o conflitti armati. Da ultimo, il 25 ottobre 2012, ha perso la vita l’alpino Tiziano Chierotti e sono rimasti feriti altri tre militari italiani, a seguito di uno scontro armato avvenuto nella provincia di Farah. In precedenza, lo scorso 25 giugno del medesimo anno ha perso la vita il carabiniere scelto Manuele Braj, a seguito di una esplosione che ha interessato una garitta di osservazione presso il campo addestrativo della polizia afgana in Adraskan.
[1] Lo scorso 20 gennaio, a seguito dell’uccisione di quattro soldati francesi, sono state sospese temporaneamente tutte le operazioni militari
[2] Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27-2-2012
giovedì 17 gennaio 2013
9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin": forze speciali, uomini speciali
Le forze speciali sono la punta di diamante di ogni esercito.
L'Esercito Italiano ha il suo reparto, conosciuto, temuto e rispettato in ogni angolo del pianeta: si tratta del 9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin".
Comunemente chiamato "il Nono" è appunto l'unico reparto di forze speciali dell'Esercito Italiano, abilitato ad operazioni non convenzionali in territorio nemico. Inquadrato nella Brigata Paracadutisti Folgore, tiene in custodia la bandiera del X Reggimento Arditi, del quale ha ereditato l'anno di costituzione (1918) e le mostrine (fiamme nere) riadottate nel 2006. Dal 1995 nel quadro di ristrutturazione dell'Esercito Italiano è passato da Battaglione a Reggimento.
Il "NONO" effettua dei corsi O.B.O.S. (operatore basico operazioni speciali) della durata di circa nove mesi, successivamente l'addestramento dura circa due anni oltre ai 9 mesi di corso basico, dove vengono specializzati gli operatori in varie discipline, per citarne alcune Roccia, Paracadutismo TCL (Tecnica Caduta Libera), Halo e Haho che consiste nei lanci in caduta libera da 10.000 metri con apertura della "Vela" ad alta e a bassa quota, Corso Sci, Corso Sub ECC. L'accesso alle selezioni è aperto ai volontari in ferma quadriennale VFP4, ai Volontari in Servizio Permanente VSP, ai Marescialli e agli Ufficiali.
La base centrale del Reggimento è a Livorno presso la Caserma Vannucci. Esiste anche un centro di addestramento, denominato Base Addestramento Incursori (BAI) a Pisa, situato nel parco regionale di San Rossore (ex tenuta presidenziale) vicino alla foce del fiume Arno che viene utilizzato per le attività anfibie e subacquee del reggimento. L'addestramento si svolge anche attraverso addestramenti in varie parti del mondo, dall'Antartide all'America Latina, rendendo così questi combattenti d'élite capaci di operare in qualsiasi scenario. iViene "alimentato" statisticamente per il 70% da già Paracadutisti della Folgore e da un restante 30% da accademie e altri reparti.
Storia
Prima guerra mondiale
La storia del Reggimento può essere associata a quella di alcune unità di arditi della Prima guerra mondiale, quale il IX Reparto d'Assalto. Gli arditi si imposero sulla scena militare, guadagnandosi una fama impressionante grazie ai loro atti di eroismo e per la violenza delle loro azioni. Gli arditi erano specialisti degli assalti con lancio di bombe a mano e con combattimenti all'arma bianca nelle trincee nemiche. Il IX Reparto, in particolare, si distinse sul monte Grappa, dove fu protagonista della riconquista di alcune, sul Col della Berretta, sul Col Moschin e sull'Asolone.
Seconda guerra mondiale
Il 20 luglio 1942 si costituisce a Santa Severa un Reggimento Arditi che pochi mesi dopo viene denominato X Reggimento Arditi. Il reparto, con mostrina dalle fiamme azzurre, opera alle dipendenze dell'Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore. Impiegato in operazioni dietro le linee nemiche in Tunisia, Algeria, e nella Sicilia liberata dagli Alleati, cessa di esistere l'8 settembre del 1943. Il I battaglione dislocato in Sardegna, si riordina nel 1944 in IX Reparto d'Assalto e partecipa alla Guerra di Liberazione inquadrato nel Gruppo di Combattimento "Legnano".
Dopoguerra
Smobilitato nel 1946, viene ricostituito come compagnia presso la Scuola di Fanteria a Cesano nel 1953 ed un anno dopo diviene Reparto sabotatori paracadutisti. Assegnato alla scuola di paracadutismo di Pisa nel 1957, diviene Battaglione sabotatori paracadutisti il 25 settembre 1961. Segue quindi le sorti della rinata Folgore e nel 1975 assume la denominazione di 9º Battaglione d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin".
Operatività
Il reparto è stato protagonista di numerose operazioni militari ed antiterroristiche in tutto il mondo, ed è l'unico ad aver partecipato a tutte le missione all'estero dell'Esercito Italiano dal dopoguerra ad oggi.
In particolare, nel decennio che va dal 1985 al 1995, gli "incursori" sono stati protagonisti di famose e delicate operazioni antiterroristiche, nonché combattimenti veri e propri in scenari di guerra.
Organizzazione
Compagnia Comando e Supporto Logistico
Compagnia Trasmissioni
1° Battaglione Incursori
+ 110ª Compagnia Incursori
+ 120ª Compagnia Incursori
+ 130ª Compagnia Incursori
Reparto Addestramento Forze per Operazioni Speciali (RAFOS)
+ 101ª Compagnia Allievi
+ Base Addestramento Incursori
Operazioni note
Achille Lauro
Lunedì 7 ottobre 1985, il giorno del sequestro dell'Achille Lauro (avvenuto alle ore 13:15), già in tarda serata 60 incursori arrivarono alla base militare di Akrotiri, nell'isola di Cipro, messa a disposizione dal governo britannico, pronti ad intervenire seguendo un piano sviluppato insieme all'UNIS del COMSUBIN, che impressionò molto i colleghi statunitensi del Team Six dei Navy SEAL, presenti in fase di pianificazione. I sessanta operatori del Col Moschin, avrebbero dovuto effettuare una "saturazione a macchia d'olio" e lo sgombero degli ostaggi, mentre gli operatori UNIS del COMSUBIN avrebbero effettuato l'irruzione iniziale. I fatti andarono diversamente e prevalse la linea diplomatica.
Somalia
Il 13 dicembre 1992, scattata l'operazione Restore Hope in Somalia, un C-130 Hercules della 46ª Aerobrigata arrivò a Mogadiscio con una squadra di Incursori del 9º rgt. "Col Moschin". Gli operatori occuparono il palazzo dell'ambasciata italiana, lasciata abbandonata dopo lo scoppio della guerra civile nel 1991.
Il 5 giugno 1993, alle 09:30 un flash del corrispondente dell'Ansa Remigio Benni, unico giornalista presente a Mogadiscio, parla di "situazione drammatica, disordini e sparatorie". Un reparto di caschi blu pakistani cade in un'imboscata dei miliziani somali di Mohamed Farrah Aidid nei pressi di Radio Mogadiscio: 24 soldati sono massacrati a colpi di Kalashnikov e di mitragliatrice. Probabilmente l'intervento di circa 20 incursori, guidati dal tenente colonnello Marco Bertolini, evitò una strage di proporzioni ancora maggiori. Le forze speciali italiane cominciarono un combattimento corpo a corpo, portando in salvo circa 80 pakistani.
Quattro settimane dopo, il 2 luglio 1993, avvenne la Battaglia del Check Point Pasta, la più grande azione di guerra nella storia della Repubblica Italiana. Un gruppo di intervento italiano, composto da Paracadutisti della Folgore, cavalleria corazzata e fanteria, riuscì a salvare molti militari italiani rimasti intrappolati in un'imboscata congegnata dai miliziani somali, pagando però a caro prezzo: 3 morti e 26 feriti. Tra i morti uno degli incursori, il sergente maggiore Stefano Paolicchi, 30 anni, colpito sul lato destro della milza, nell'unica parte non protetta dal giubbetto antiproiettile. Per il suo contributo all'azione verrà decorato con la medaglia d'oro al valor militare.
Ruanda
Nel 1994, in Ruanda, gli Incursori ebbero il compito di evacuare i civili italiani dalla terra africana martoriata dalla guerra. L'operazione (detta Operazione Ippocampo) si concluse il 19 novembre con il recupero dei connazionali. A seguito degli scontri tribali che hanno distrutto il Paese centrafricano, il "Col Moschin" tornò a più riprese in Ruanda, portando in salvo molti connazionali ed evacuando numerosi bambini locali. La morte del sergente maggiore Marco Di Sarra (già decorato di Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito per il suo comportamento in Somalia durante l'operazione IBIS) e causata da malaria fulminante dopo aver operato in Centro Africa, sottolinea l'impegno dell'unità nel Continente Nero. L’Italia per consentire l’evacuazione dei suoi connazionali inviò un distaccamento composto da operatori del "Col Moschin" e da incursori del Comsubin trasportati da velivoli dell'Aeronautica Militare per quella che fu chiamata operazione "Ippocampo". Giunti a Kigali, la capitale, a bordo il gruppo iniziò la sua attività in un clima di tragedia muovendosi tra corpi lasciati agli angoli delle strade; occorse recuperare persone a vari chilometri dall’aeroporto e il distaccamento non aveva potuto portare mezzi con sé; contattati, gli altri contingenti non resero disponibili alcun mezzo di trasporto, così gli operatori decisero di “requisire” dei mezzi civili (pick up) all’aeroporto e dopo averli adattati alle loro esigenze (smontarono le portiere) si diressero verso i luoghi dove rimanevano civili da recuperare. Muovendosi sempre con le dita sul grilletto, gli operatori riuscirono ad evacuare tutti, affrontando anche molte resistenze sopraffatte con dei conflitti a fuoco.
Afghanistan ed Iraq
Nel settembre 2007 il Reggimento ha partecipato, insieme al SBS britannico, ad un blitz per liberare due agenti del SISMI rapiti pochi giorni prima nella provincia di Farah, nell'ovest dell'Afghanistan.
Gli Incursori italiani fornirono la copertura di sicurezza, mentre l'assalto finale fu effettuato dai soldati britannici.L'operazione non ebbe avuto possibilità di pianificazione poiché i terroristi improvvisamente cercarono di trasferire i prigionieri, costringendo gli incursori all'intervento immediato.
Nella battaglia che ne è seguita i due agenti del SISMI rimasero gravemente feriti, forse da fuoco amico, e uno dei due è morì alcuni giorni dopo.
Si trattava del Maresciallo Capo Lorenzo d'auria, incursore paracadutista del Col Moschin.
Da diversi mesi era approdato al servizio segreto militare.
Atttualmente il Col Moschin è schierato in tutti gli scenari internazionali ove l'Italia è presente.
Ma il compito principale rimane in medio oriente dove svolge, tra iraq e Afghanistan, operazioni speciali di altissimo livello.
Ed è proprio in terra Afgana che il reggimento perderà, il 17 settembre 2010, uno sei uomini migliori, il Tenente Incursore Alessandro Romani.
Su chiamata del comando ISAF, un distaccamento del 9° Reggimento decolla in elicottero alle 10 del mattino ora locale verso l'area di Bakwa, provincia di Farah.
Un drone Predator ha individuato dei talebani che hanno appena piazzato un'ordigno esplosivo.Il CH47 proveniente dalla Task Force 45, la "casa" delle forze speciali italiane in Afghanistan, scortato da due elicotteri da combattimento A-129 Mangusta, raggiunge in pochi minuti la posizione segnalata, un manipolo di case cui all'interno si nascondono gli insorti individuati dal Predator.
Proprio nel momento in cui la squadra incursori viene completamente appiedata due operatori, tra cui Alessandro Romani, vengono colpiti da raffiche di kalashnikov.
Per farli tacere i Mangusta saranno costretti a scaricare tutto l'armamento di bordo. Ma intanto il CH47 porta immediatamente i feriti presso l'ospedale "Role 2" di Farah.
Dei due feriti, la situazione di Alessandro è quella più grave, visto che è stato colpito all'altezza della spalla ed i proiettili hanno raggiunto un polmone. Decederà infatti qualche ora dopo, nel pomeriggio.
L'Italia perde un altro giovane figlio, un anno esatto dopo l'uccisione del 6 paracadutisti il 17 settembre 2009.
Onerificenze
Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia — 10 gennaio 1995
Medaglia d'oro al valore dell'esercito — 10 ottobre 1994
Medaglia di argento al valor militare — 10 giugno 1920
Medaglia di argento al valor militare — 16 giugno 1945
Medaglia di argento al valor militare — 10 agosto 1947
Medaglia d'argento al valore dell'esercito — 19 aprile 2002
183° REGGIMENTO PARACADUTISTI "NEMBO"
Il 183º Reggimento Paracadutisti Nembo viene costituito a Firenze l'11 gennaio 1943 e sotto la stessa data entra a far parte della Divisione Nembo. Inquadrato nella seconda divisione Paracadutisti italiana (la Nembo), viene trasferito in Sardegna nel maggio 1943 e vi rimane fino al maggio successivo; alle dipendenze del Corpo Italiano di Liberazione, prende poi parte alle azioni di guerra di Abbadia di Fiastra (giugno 1944) e Filottrano (luglio 1944). Sciolta la Divisione Nembo, il 24 settembre 1944 viene costituito il Gruppo di Combattimento Folgore che inquadra il 183º Reggimento paracadutisti che combatte valorosamente a Tossignano e Grizzano. Nel marzo 1945 dal Reggimento vengono tratti un centinaio tra ufficiali, sottufficiali e paracadutisti (tutti volontari), che, inquadrati nella "Centuria Nembo", partecipano all'operazione Harring lanciandosi da aerei americani nella notte del 20 aprile 1945 sulle forze tedesche in ritirata nella zona di Poggio Rusco. Terminato il secondo conflitto mondiale, il 1º ottobre 1948 in ottemperanza al trattato di pace che impediva all'Italia la possibilità di avere all'interno del proprio esercito truppe aviolanciabili, il Reggimento Paracadutisti Nembo viene trasformato in 183º Reggimento Fanteria Nembo, rimanendo tale fino alla ristrutturazione dell'Esercito Italiano nel 1975, quando viene ridotto a livello ordinativo di battaglione. Nel 1991 il 183º Battaglione Fanteria Nembo viene sciolto e la bandiera di guerra è assegnata al ricostituito 183º Battaglione Paracadutisti Nembo che, trasferito da Gradisca d'Isonzo a Pistoia, viene organicamente inquadrato nella Brigata Paracadutisti Folgore. Il 23 aprile 1993, il battaglione è elevato a rango di reggimento e assume l'attuale denominazione. Nello stesso anno viene shierato in Somalia ed è coinvolto nella battaglia del Check Point Pasta: il 2 luglio 1993 conterà diversi feriti, tra cui il Sergente Maggiore Giampiero Monti, decorato a medaglia d'argento al valor, e il Paracadutista Massimiliano Zaniolo, medaglia di bronzo al valor. Negli anni recenti è stato impiegato, direttamente o con aliquote, nei Balcani, in Sudan, in Iraq, in Libano e in Afghanistan. In quest'ultima missione svolge un ruolo cruciale nella zona Bala Murghab costituendo con il proprio battaglione paracadutisti (il 1° Grizzano) Base Tobruk. E' coinvolto in diversi confiltti a fuoco, ma reagirà sempre con freddezza e determinazione stroncando qualsiasi velleità ai talebani. Perde però, nell'attacco terroristico di Kabul il 17 settembre 2009, il 1° Caporal Maggiore Massimiliano Randino. Questa la composizione attuale del reggimento: Compagnia comando e supporti logistici "ORSI" 1° Battaglione Paracadutisti"Grizzano" così composto: - 18^ Compagnia Paracadutisti "LEONI" - 19^ Compagnia Paracadutisti "LINCI" - 20^ Compagnia Paracadutisti "PUMA" - 12^ Compagnia Par. di supporto alla manovra e alle operazioni speciali "LEOPARDI" - Compagnia Mortai Pesati "PEGASO" All'interno del battaglione vi sono inoltre diverse squadre esploranti e tiratori scelti. Il motto del reggimento è "...E PER RINCALZO IL CUOR "
L'Arcangelo San Michele: il Santo Protettore dei Paracadutisti - 29 Settembre
Michele, il nome deriva dall'ebraico Mikael= Chi come Dio, grido di guerra in difesa dei diritti dell'Eterno. Principe a Capo Supremo degli angeli fedeli a Dio che scaccia dal cielo il dragone (Satana) e i suoi angeli ribelli.
Guerriero Alato incalza il drago simbolo del male nel mondo, fino a precipitarlo negli inferi.
San Michele, vincitore del male e nostro alleato nelle quotidiane battaglie.
Preghiera del Paracadutista
Eterno, Immenso Dio, che creasti gli infiniti spazi e ne misurasti le misteriose profondità guarda benigno a noi. Paracadutisti d'Italia, che nell'adempimento del dovere balzando dai nostri apparecchi, ci lanciamo nelle vastità dei cieli. Manda l'Arcangelo Gabriele S. Michele a nostro custode; guida e proteggi l'ardimentoso volo. Come nebbia al sole, davanti a noi siano dissipati i nostri nemici. Candida come la seta del paracadute sia sempre la nostra fede e indomito il coraggio. La nostra giovane vita è tua o Signore! Se è scritto che cadiamo, sia! Ma da ogni goccia del nostro sangue sorgano gagliardi figli e fratelli innumeri, orgogliosi del nostro passato, sempre degni del nostro immancabile avvenire. Benedici, o Signore, la nostra Patria, le Famiglie, i nostri Cari! Per loro, nell'alba e nel tramonto, sempre la nostra vita! E per noi, o Signore, il Tuo glorificante sorriso. Cosi sia.
Preghiera del Paracadutista
Eterno, Immenso Dio, che creasti gli infiniti spazi e ne misurasti le misteriose profondità guarda benigno a noi. Paracadutisti d'Italia, che nell'adempimento del dovere balzando dai nostri apparecchi, ci lanciamo nelle vastità dei cieli. Manda l'Arcangelo Gabriele S. Michele a nostro custode; guida e proteggi l'ardimentoso volo. Come nebbia al sole, davanti a noi siano dissipati i nostri nemici. Candida come la seta del paracadute sia sempre la nostra fede e indomito il coraggio. La nostra giovane vita è tua o Signore! Se è scritto che cadiamo, sia! Ma da ogni goccia del nostro sangue sorgano gagliardi figli e fratelli innumeri, orgogliosi del nostro passato, sempre degni del nostro immancabile avvenire. Benedici, o Signore, la nostra Patria, le Famiglie, i nostri Cari! Per loro, nell'alba e nel tramonto, sempre la nostra vita! E per noi, o Signore, il Tuo glorificante sorriso. Cosi sia.
Come folgore dal cielo
Cuori d'acciaio all'erta
il cielo è una pedana,
tra poco nell'offerta
noi piomberemo giù,
pugnali e bombe a mano,
viatico di morte,
e l'ansia della sorte
non sentiremo più !
Aggancia la fune di vincolo,
spalanca nel vento la botola,
assumi la forma di un angelo
e via pel tuo nuovo destin !
Come folgore dal cielo !
canta il motto della gloria.
Come nembo di tempesta !
precediamo la vittoria.
Un urlo di sirena: fuori...fuori !
E giù nell'infinito
sul nemico più agguerrito
per distruggere o morir.
Per distruggere o morir.
L'occhio nemico scruta: son nuvole che vanno, ma poi che il vento muta li vedi già son qui. E gli angeli di guerra, pugnale in mezzo ai denti, in uno contro venti si battono così !
Sganciato ogni corpo dai vincoli, racchiusi in un quadrato fermissimo, il piombo nemico si sgretola: nessuno di noi cederà ! Come folgore dal cielo ! canta il motto della gloria. Come nembo di tempesta ! precediamo la vittoria. Un urlo di sirena: fuori...fuori ! E giù nell'infinito sul nemico più agguerrito per distruggere o morir. Per distruggere o morir.
Passa pei cieli un canto, è un canto di vittoria, i figli della gloria in alto vanno ancor. E pronti alla battaglia, col cuore sempre all'erta, ripeteran l'offerta con rinnovato ardor !
Aggancia la fune di vincolo, spalanca nel vento la botola, assumi la forma di un angelo e via pel tuo nuovo destin.
L'occhio nemico scruta: son nuvole che vanno, ma poi che il vento muta li vedi già son qui. E gli angeli di guerra, pugnale in mezzo ai denti, in uno contro venti si battono così !
Sganciato ogni corpo dai vincoli, racchiusi in un quadrato fermissimo, il piombo nemico si sgretola: nessuno di noi cederà ! Come folgore dal cielo ! canta il motto della gloria. Come nembo di tempesta ! precediamo la vittoria. Un urlo di sirena: fuori...fuori ! E giù nell'infinito sul nemico più agguerrito per distruggere o morir. Per distruggere o morir.
Passa pei cieli un canto, è un canto di vittoria, i figli della gloria in alto vanno ancor. E pronti alla battaglia, col cuore sempre all'erta, ripeteran l'offerta con rinnovato ardor !
Aggancia la fune di vincolo, spalanca nel vento la botola, assumi la forma di un angelo e via pel tuo nuovo destin.
mercoledì 16 gennaio 2013
Basco Rosso
Basco rosso:Una dei molteplici e significativi brani del Corpo D'Elitè del nostro Esercito Italiano
Bagnando il basco in una pozza di sangue
si fece il simbolo di tutti noi parà
il sacrificio dei nostri caduti
fu sempre lotta a viltà e disonor,
il vento di morte, il freddo terror
quando ci sfida è allor che splende nel cuor
il nostro coraggio, il nostro valor
noi siam parà in lotta per la civilità.
All'apparire del tuo fiore in volo
il ciel si oscura e si inizia a lottar
siam volontari siam le truppe scelte
noi siam votati a sapere di morir.
Allor sappiam che andremo a morir
tra indifferenza e senza un pianto per noi
non conosciamo paura o timor,
ma morirem con rabbia in cuor per l'onor.
Il vento di morte, il freddo terror
quando ci splende è allor che splende nel cuor
il nostro coraggio il nostro valor
noi siam parà in lotta per la civilità.
Bagnando il basco in una pozza di sangue
si fece il simbolo di tutti noi parà
il sacrificio dei nostri caduti
fu sempre lotta a viltà e disonor,
il vento di morte, il freddo terror
quando ci sfida è allor che splende nel cuor
il nostro coraggio, il nostro valor
noi siam parà in lotta per la civilità.
All'apparire del tuo fiore in volo
il ciel si oscura e si inizia a lottar
siam volontari siam le truppe scelte
noi siam votati a sapere di morir.
Allor sappiam che andremo a morir
tra indifferenza e senza un pianto per noi
non conosciamo paura o timor,
ma morirem con rabbia in cuor per l'onor.
Il vento di morte, il freddo terror
quando ci splende è allor che splende nel cuor
il nostro coraggio il nostro valor
noi siam parà in lotta per la civilità.
La Folgore
Folgore: Come è nata la "Folgore"
Precursori dei reparti di paracadutisti nazionali furono i "Fanti dell'aria Libici", voluti con lungimirante determinazione da Italo Balbo, Governatore Generale della Libia. Superando difficoltà di ogni genere, Balbo riusci a far nascere il 22 marzo 1938 una scuola di paracadutismo all'Aeroporto di Castel Benito, presso Tripoli. L'idea era di creare un battaglione di "Fanti dell'aria" libici inquadrati da ufficiali e sottufficiali nazionali affidandone il comando ad uno dei più valorosi ed esperti ufficiali coloniali, il Tenente Colonnello Medaglia d'Oro al Valor Militare Goffredo Tonini.
Si lavorava su un terreno vergine, bisognava continuamente inventare, l'addestramento era molto difficile ed oltretutto la diffidenza innata delle truppe di colore per l'aereo non era ostacolo che si potesse superare con facilità.
Il tenente pilota Prospero Freri andò in Libia e si diede ad addestrare nell'uso del paracadute "Salvator" D/37, da lui inventato, gli ufficiali che avrebbero dovuto diventare a loro volta istruttori degli indigeni. Tutto fu fatto rapidamente e gli Ascari, una volta presa confidenza con gli aerei e con i lanci, divennero eccellenti atleti. Purtroppo le prime prove vennero compiute con apparecchi S/81 piuttosto inadatti. Ci furono 15 morti e 72 feriti.
Comunque, si continuò costituendo un secondo battaglione, fin quando il 23 maggio del '40 si costituiva a Barce il primo battaglione di paracadutisti nazionali al comando del Maggiore Arturo Calascibetta. Questa volta però si pose maggior cura alla parte più spiccatamente tecnica. Vennero impiegati gli SM/75, opportunamente modificati, mentre il paracadute "Salvator" D/37 fu sostituito dal I/40 che aveva una calotta di maggiori dimensioni e consentiva quindi una velocità di discesa leggermente inferiore. Si stava così procedendo nell'addestramento, quando scoppiò il secondo conflitto mondiale.
I battaglioni di paracadutisti "libici" e "nazionali", riuniti con altre unità, costituirono il "gruppo mobile Tonini" con il compito di rallentare le prime avanzate delle truppe britanniche .
Altri scontri si verificarono nel 1941, con disperati atti di valore. I pochi superstiti nazionali tornarono in Italia alla Scuola di Tarquinia dove era stata organizzata nella primavera del '40 una scuola militare di paracadutismo che negli anni sarebbe diventata il simbolo dei fanti dell'aria. L'uomo di Tarquinia era il Colonnello pilota paracadutista Giuseppe Baudoin de Gillette, che divenne un pò il padre spirituale di tutti i paracadutisti italiani. A Tarquinia accorsero giovani da ogni specialità delle Forze Armate, sicché la selezione poté essere rigorosissima: il 60% dei volontari venne scartato, ma coloro che rimasero erano veramente ragazzi di prim'ordine. Le difficoltà, come al solito, furono enormi; a Tarquinia c'erano solo un campo d'aviazione, alcune baracche e nient'altro. Baudoin aveva però attorno a sé un valente gruppo di istruttori. Sorsero come per incanto baraccamenti, tende giganti, mentre dalla Piazza d'Armi di Villa Glori a Roma fu fatta sparire una torre metallica di addestramento alta oltre 50 metri, che venne rimontata alla chetichella sul campo di Tarquinia. Da questa scuola che nel gennaio del '43 fu trasferita a Viterbo, uscirono i paracadutisti delle Divisioni "Folgore" e "Nembo", quelli del battaglione Carabinieri, del battaglione San Marco, della Marina, del X Arditi e battaglioni 1° e ADRA (Arditi Distruttori Regia Aereonautica). La "Folgore" venne spedita a fare la guerra di trincea nell'inferno di El Qattara ad El Alamein. La Divisione "Nembo", superata la crisi conseguente all'armistizio, l'8 settembre 1943, fu protagonista della guerra di Liberazione.
La "Divisione Folgore"
I primi reparti di Paracadutisti Italiani dunque, eccezion fatta per i due battaglioni costituiti in Libia, furono formati presso la Scuola di Tarquinia. Nell'ambito di questa scuola, nel 1940, numerosi volontari provenienti da ogni tipo di Arma, Corpo e Specialità del Regio Esercito, diedero vita al Il battaglione (comandato dal Tenente Colonnello Benzi). Agli inizi dei 1941 sorse il III battaglione (Maggiore Pignatelli di Cerchiara), seguito poco dopo dal IV battaglione (Maggiore Bechi Luserna).
Queste tre unità, il 1 aprile 1941, formarono il 1 reggimento paracadutisti comandato dal Colonnello Riccardo Bignami.
Nello stesso mese, venendosi a concludere la lunga e sanguinosa campagna di Grecia, i paracadutisti furono chiamati a conquistare l'isola di Cefalonia. Incaricato dell'operazione fu il Il battaglione, che trasferì a Lecce due delle sue compagnie, al comando dei Maggiore Zanninovich. Il 30 aprile, dall'aeroporto di Galatina, decollarono alcuni SM-82: il lancio avvenne nella piana di Argostoli e l'azione riuscì senza che fosse sparato un solo colpo. Disarmato il presidio locale, composto da alcune centinaia di gendarmi greci, il gìorno successivo aliquote di paracadutisti, requisiti alcuni pescherecci, sbarcarono nelle isole di Zante e Itaca, evitando che le medesime cadessero sotto il controllo tedesco.
Il 5 maggio gli uomini del II battaglione vennero ritirati e sostituiti. Il primo lancio di guerra, per i nostri paracadutisti, si era concluso con un pieno successo. Continuava intanto l'addestramento e la costituzione di nuovi battaglioni, sempre identificati da una numerazione progressiva; tra l'estate 1941 e la primavera 1942 ne furono costituiti sette, tra i quali uno di guastatori-paracadutisti, mentre il 10 agosto 1941 fu formato un gruppo di artiglieria: ora i tempi si dimostravano maturi per poter costituire una Grande Unità.
Questa fu ufficialmente costituita il 1 settembre 1941, riunendo il 1° ed il 2° reggimento paracadutisti (V, VI e VII btg.), I'VIII battaglione guastatori-paracadutisti ed il gruppo artiglieria per divisione paracadutisti, che nel gennaio 1942 fu ampliato a reggimento su due gruppi. Ovviamente non tutte le unità furono immediatamente disponibili ed operative, ma lo divennero man mano che procedevano le fasi di addestramento.
Nel marzo successivo si aggiunse un 3° reggimento paracadutisti (IX-X e XI btg.), mentre entro giugno il reggimento artiglieria ricevette un terzo gruppo.
La Divisione paracadutisti, così costituita, si discostava dalle altre unità di questo livello per il fatto di essere organicamente più leggera, dotata di servizi ridotti e non gravata da pesanti strutture logistiche. Anche il reggimento di artiglieria era dotato unicamente di pezzi da 47/32, destinati a compiti anticarro (ed anche questi con limiti ben precisi) ma inadatto a fornire un normale supporto di fuoco. Pochi i mortai e le armi da accompagnamento, con l'unico vantaggio che l'armamento individuale prevedeva il mitra Beretta. Daltronde tale armamento ben si configurava nell'ambito dell' azione tipo che l'unità era chiamata, almeno istituzionalmente, a compiere: l'aviolancio con azione a sorpresa su un obiettivo e la successiva costituzione di una testa di ponte da difendere per un lasso di tempo limitato, sino ad essere rilevata da forze convenzionali. Belle teorie, quelle esposte, che alla futura "Folgore" furono però negate dagli eventi bellici.
La la Divisione paracadutisti, questo era il nome ufficiale della nuova Grande Unità, fu posta al comando dei Generale Francesco Sapienza, sostituito quasi subito dal Generale Enrico Frattini. L'addestramento iniziale fu svolto sino al maggio 1942 in Toscana e nel Lazio, poi vi fu il trasferimento nelle Puglie per le successive fasi addestrative, anche in previsione di un lancio in massa su Malta, nell'ambito dell'operazione convenzionalmente conosciuta con la sigla "C3".
L'eccessiva fiducia riposta nei successi di Rommel e la caduta di Tobruck, privilegiarono invece le operazioni da condurre verso l'Egitto e pertanto la fondamentale azione su Malta, per la quale i paracadutisti tanto si erano ìmpegnati, venne abbandonata, negando così alla Divisione il diritto di essere impiegata nella sua totalità in un lancio di guerra. L'esultanza, quando nel luglio 1942 venne deciso il suo impiego in Africa Settentrionale, fu di breve durata, in quanto ben presto i paracadutisti si resero conto che difficilmente sarebbero stati impiegati in aviolanci, ma visto che le dotazioni di lancìo vennero mantenute, rimase ancora qualche flebile speranza.
Contemporaneamente la Divisione subì anche un riordinamento organico divenendo, il 28 luglio, 185° Divisione paracadutisti ed assumendo il nome di "Folgore", derivato dal motto latino "Ex Alto Fulgor" coniato per il suo 1° reggimento. Il riordinamento coinvolse anche i suoi reggimenti, che assunsero la nuova numerazione di 185°, 186° e 187°, mentre il reggimento di artiglieria e le aliquote delle specialità furono contraddistinte sempre dal numero 185.
Le novità non erano però ancora terminate in quanto, essendo stata decisa la formazione di una nuova Divisione paracadutisti, il 185° reggimento fu trattenuto in Italia, quale nucleo costitutivo della nuova unità, inquadrando il III battaglione e cedendo gli altri due (IV e V) al 187° reggimento. Da questo momento, quindi, la "Folgore" assunse la struttura binaria ed iniziò il suo trasferimento in Africa Settentrionale alla spicciolata, in parte per via aerea dai campi di volo del leccese, in parte dopo un lungo e tortuoso viaggio attraverso i Balcani, da Atene, sempre per via aerea.
La prima unità ad arrivare sul suolo africano fu il IV/187° dei Tenente Colonnello Bechi Luserna che giunse a Fuka il 18 Luglio, subito seguìto dagli altri reparti divisionali. Concentrati a El Daba, i paracadutisti, per ragioni di segretezza, dovettero rinunziare a portare il brevetto e tutto quanto di altro poteva denunciare la loro specializzazione. Si trattò di un grande sacrificio, acuito dal fatto che anche la Divisione, per i medesimi motivi, dovette adottare il nome di "Cacciatori d'Africa", e che giunse, perentorio, l'ordine di consegnare tutto il materiale di lancio, che doveva essere rimandato a Derna per l'immagazzinamento: l'ultima speranza di poter effettuare un lancio di guerra venne così a cadere.
La rinascita della "Folgore"
Lenta e costellata da innumerevoli difficoltà, fu la ricostruzione della Specialità paracadutisti nel secondo dopoguerra.
Infatti le clausole del Trattato di Pace erano drasticamente limitative riguardo le Forze Armate Italiane e non tenevano in nessun conto il fatto che queste ultime, dall' Ottobre 1943 all' Aprile 1945, avevano operato a fianco degli Alleati.
Tra le altre imposizioni dettate, vi era il divieto di costituire ed addestrare unità di paracadutisti, proprio alla luce dell' importanza che la nascente specialità aveva dimostrato nel corso del conflitto mondiale.
Nel 1946 fu attuato un Centro di Esperienze per il Paracadutismo Militare, formato a Roma con ufficiali e sottufficiali istruttori già appartenenti al reggimento "Nembo", che furono in grado di procedere con l'addestramento, utilizzando vecchi materiali di lancio ed aerei SM-82 sfuggiti alla demolizione, grazie alla cessione al Sovrano Militare Ordine di Malta, con le cui insegne volavano. Così fu possibile far riprendere i cicli addestrativi di lancio ad ex militari ed anche ad un certo numero di civili.
Nel gennaio 1947 vennero riuniti presso il Centro Militare di Paracadutismo (C.M.P.) di Roma, comandato dal Tenente Colonnello Izzo.
L'anno seguente, grazie alla costituzione di una unità sperimentale a livello di compagnia, che iniquadrava anche personale di leva, il Centro lasciò la sede romana per portarsi il 13 marzo a Viterbo, ove già nel periodo bellico era esistita la Scuola paracadutisti militari, affiancata nel 1942 a quella di Tarquinia.
Nel contempo, mutata la situazione internazionale ed apertosi il periodo della "guerrafredda" tra le potenze occidentali ed i paesi del blocco sovietico, vennero ad attenuarsi le pesanti limitazioni imposte dal Trattato di Pace, mentre l'ingresso dell' Italia nell' ambito della N.A.T.O., ne sanci la definitiva caduta.
L' attività del Centro poté allora proseguire senza soste: le compagnie paracadutisti divennero due e nel 1952 diedero vita al battaglione paracadutisti, prima unita di tale livello ad essere costituita nel dopoguerra.
Vennero successivamente costituiti un reparto carabinieri paracadutisti, un reparto sabotatori e cinque plotoni alpini paracadutisti destinati ad altrettante Brigate. Contemporaneamente veniva migliorato il materiale di lancio con l'adozione del paracadute C.M.P. 53 (che finalmente prevedeva anche il paracadute ausiliario) mentre nel campo aereo i vetusti SM-82 lasciarono il campo ai più moderni Fairchild C-119G FLYING BOXCAR (o ''vagoni volanti" nella diffusa dizione italiana) ceduti dagli Stati Uniti in conto MDAP (Mutual Defence Assistance Program).
A partire dal 1957 venne ampliato il contingente di leva destinato a ricevere il brevetto da paracadutista ed allo stesso tempo il battaglione operativo venne ampliato quanto ad organici, trasformandosi nel 1° gruppo tattico paracadutisti. A seguito di questo potenziamento fu presa la decisione di lasciare la vecchia sede di Viterbo e di trasferire tutte le unita appartenenti alle aviotruppe nelle nuove sedi di Pisa e Livorno.
A Pisa si trasferirono il Centro Militare di Patacadutismo, i reparti Carabinieri e Sabotatori, il reparto Addestramento Reclute, l'Ufficio Studi ed Esperienze e la compagnia aviorifornimenti, mentre a Livorno ebbe sede il 1° gruppo tattico paracadutisti e la costituenda 1° batteria artiglieria paracadutisti. Contemporaneamente a tutti gli effettivi di queste unità fu concessa l'autorizzazione a portare, al posto del basco "cachi" precedentemente in uso, quello "grigioverde" (già della Nembo) quale riconoscimento simbolico della Specialità che si apprestava a nuovi importanti sviluppi.
Il 1 gennaio 1963, per trasformazione del Centro Militare di Paracadutismo, si costituì a Pisa la Brigata Paracadutisti, con la seguente struttura:
Comando
Compagnia carabinieri paracadutisti (divenuta poi battaglione)
Battaglione sabotatori paracadutisti
1° reggimento paracadutisti (su due battaglioni)
Gruppo artiglieria da campagna paracadutisti
Sezione elicotteri (costituita soltanto nel 1966)
Centro Addestramento Paracadutisti (CEPAR)
L'anno successivo il Comando di Brigata si trasferi a Livorno riunendosi a tutte le altre unità operative, mentre a Pisa il CEPAR cambio denominazione assumendo quella di Scuola Militare di Paracadutismo (SMIPAR).
Negli anni successivi la "Folgore" si è trovata in prima linea, sia nei casi di emergenza civile, quali inondazioni (1966) e terremoti, sia in quelle occasioni in cui l' uso della forza è stato inevitabile.
Finalmente il 10 giugno 1967 la Brigata Paracadutisti fu autorizzata a fregiarsi del glorioso nome di "Folgore" mentre ai suoi effettivi, pochi giorni dopo, fu assegnato il basco di colore amaranto, seguendo una tradizione comune a quasi tutti i paesi del mondo, che vuole le truppe d'elite dotate di baschi dai colori immediatamente identificabili.
L'attivitá addestrativa prosegui intensa, portando i membri della Brigata ai più alti livelli internazionali, grazie anche a numerose esercitazioni, spesso in ambito N.A.T.O., che ne ufficializzarono la preparazione.
Di pari passo prosegui l'ammodernamento dei mezzi e dei materiali in dotazione, in particolar modo di quelli aerei con la progressiva sostituzione dei vecchi C-119 da parte dei più moderni e capaci C-130 HERCULES e dei G-222 di progettazione italiana, oltre che l'adozione di elicotteri di vario tipo.
Il 1971 tuttavia veniva funestato da una grande tragedia: l'alba del 9 novembre un C-130K della Royal Air Force, rischierato insieme ad altri velivoli dello stesso tipo a Pisa per un ciclo di esercitazioni, si inabissava dopo il decollo nella zona delle secche della Meloria con a bordo 46 paracadutisti della Brigata partiti per effettuare un aviolancio in Sardegna. Nelle difficili operazioni di recupero perdeva la vita anche il Serg. Magg. Giannino Caria del btg. sabotatori, decorato alla Memoria di Medaglia d'Oro al Valor Civile ed a cui oggi è intitolata l'ammiraglia della piccola flotta di imbarcazioni della Brigata.
La ristrutturazione dell'Esercito italiano, avvenuta nel 1975, che mirava a privilegiare la componente qualitativa rispetto a quella quantitativa, incise profondamente sulla struttura della Brigata, con lo scioglimento del 1° reggimento, l' assegnazione di un nominativo ai singoli battaglioni o gruppi e la costituzione di nuove unita di supporto. In base a tale ristrutturazione i battaglioni paracadutisti 2° e 5° assunsero la denominazione di Tarquinia e El Alamein il battaglione carabinieri assunse quello di Tuscania, il battaglione sabotatori divenne 9° Col Moschin ed il gruppo di artiglieria fu ribattezzato 185° Viterbo, mentre il reparto aviazione divenne 26° gruppo squadrone A.L.E. Giove.
Vennero inoltre costituiti un battaglione logistico e le compagnie esplorante, controcarri, e genio pionieri, tutti identificati dal nome di "Folgore". Contemporaneamente il battaglione reclute della Scuola Militare di Paracadutismo di Pisa assunse la numerazione di 3° e la denominazione di Poggio Rusco.
Successivi riordinamenti organici, interni alla Brigata, portarono allo scioglimento delle compagnie esplorante e controcarri, i cui effettivi, con logica evolutiva tendente a rendere sempre più efficienti e autonome le unità base, furono ripartiti in seno al 2° e al 5° battaglione. Infine esigenze di ordine logistico, resesi necessarie per ridurre il numero dei reparti esistenti presso la sede di Livorno, portarono ad una dislocazione del 5° battaglione e della compagnia genio pionieri, ora genio guastatori, rispettivamente presso le nuove sedi di Siena e di Lucca.
Nell' anno 1992 veniva costituito il 183° btg. Nembo con sede nella città di Pistoia, razionalizzando così l' insediamento territoriale della Brigata. L'anno successivo il 183° Battaglione, divenne 183° Reggimento costituto dal Battaglione fucilieri e dalla Compagnia CCS. E così via tutti gli altri, il 2°, con sede alla caserma Vannucci di Livorno divenne 187° Reggimento Paracadutisti Folgore, e il 5° Battaglione 186° reggimento Paracadutisti Folgore.
I Battaglioni rimasero, vennero integrati nei Reggimenti, cosicchè ogni Reggimento era costituito da un Battaglione composto da quattro compagnie fucilieri e una compagnia mortai pesanti, e da una compagnia comando e servizi esterna al battaglione che dipendeva direttamente dal Comando di Reggimento.
Nacque anche il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti, con sede a Livorno alla caserma Pisacane.
Il Reggimento aveva una struttura simile ai Reggimenti 183,186,187, ma le Compagnie operative venivano chiamate "batterie" ed erano inquadrate in un Battaglione. Negli anni successivi i Battaglioni ebbero qualche cambiamento a livello di Compagnie fucilieri (da quattro a tre), ma la struttura rimase fondamentalmente intatta. Tuttavia ci furono significativi cambiamenti nel resto della Brigata.
Nel 1995 il 9° Battaglione Col Moschin prese la denominazione di 9° Reggimento.
Nel 1999 la SMiPar, Scuola Militare di Paracadutismo con sede a Pisa, divenne CeAPar (Centro Addestramento Paracadutismo).
Nello stesso anno i Carabinieri escono dall'Esercito costituendo una propria Forza Armata e di conseguenza il Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania esce dalla Folgore.
Nel 2001 viene ricostituito l'8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti con sede a Legnago (Verona), che andrà a sostituire il Battaglione Genio Guastatori Paracadutisti di Lucca.
Nel 2001 ai Battaglioni del 183°, 186° e 187° viene aggiunta una compagnia controcarri
Negli stessi anni il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti divenne 185° R.A.O., Reparto Ricognizione e Acquisizione Obiettivi confluendo nel bacino fos (forze per operazioni speciali).
Tuttavia nel 1997, speculazioni di una nota corrente politica, hanno rischiato di far sparire per sempre i Baschi Amaranto, la Brigata Folgore ha rischiato realmente lo scioglimento.
Montato ad arte il "Somalgate" dal settimanale "panorama", nell'Aprile 2001 la sentenza della Giustizia Italiana: le foto apparse sul periodico erano state manipolate, insomma, fotomontaggi.
E i racconti accusatori dei pseudo-parà italiani, storie gonfiate ad arte da mitomani in cerca di notorietà, probabilmente finanziati da "qualcuno" che non ha mai gradito la Brigata Paracadutisti.
Ma la Folgore ha "tenuto botta", si è chiusa in se stessa come fanno le Grandi Famiglie, ha resistito come è Suo Stile ed ha atteso il momento del grande riscatto.
Oggi svolge compiti di primissimo livello. Uomini e reparti sono schierati in prima linea, acquisendo, con il sangue e il sudore, una riconoscenza, mediatica e non solo, come realmente merita.
E ancora, Il Generale Incursore Paracadutista Marco Bertolini, ex Comandante del 9° RGT "Col Moschin, del CE.A.PAR., del COFS (Comando Interforze Forze Speciali) e della Brigata Paracadutisti Folgore, figlio dei uno dei pochi superstiti della Battaglia di El Alamein, verrà nominato, nel novembre del 2008, capo di stato maggiore ISAF.
Diviene in pratica il braccio destro del Generale Stanley McCrystal (Incursore Delta Force e Comandante ISAF).
Nessun militare Italiano ha mai ricoperto un incarico così importante sullo scenario internazionale.
Massima espressione del combattente militare e autentica leggenda tra i Paracadutisti di oggi, il Generale ha avuto il compito di coordinare gli eserciti della coalizione in zona di guerra.
Non poteva non essere un Paracadutista. Di seguito l'articolo apparso sul Resto del Carlino, cliccare sopra per ingrandire:
Il resto è storia dei nostri nostri, schierata in Afghanistan versa il suo altissimo tributo di sangue, ma non molla.
Molla il vile, non la FOLGORE.
Storia 11° Rgt Bersaglieri
11° REGGIMENTO BERSAGLIERI
Motto: QUIS ULTRA? (Chi oltre noi?)
LA STORIA
L’11° reggimento bersaglieri si costituisce a Caserta il 16 settembre 1883. riunendo i quarti btg. dei reggimenti 1°, 4° e 7° Bersaglieri che presero la numerazione di I, II e III. Nel 1886 essi riassunsero, però, le denominazioni originali di XV, XXVII E XXXIII. Ad essi si aggiunse nel 1910 l’XI Btg. Ciclisti e, nel 1912, un quinto battaglione, il XXXIX. Durante la campagna del 1915-18, il Deposito del Reggimento diede origine al 17° Rgt. Bersaglieri. Nel 1919 fu soppresso il battaglione ciclisti e nel 1920 la forza fu ridotta a due btg. effettivi ed a uno quadro. Nel 1924 fu decisa la trasformazione in ciclisti dell’intero reggimento e la soppressione del btg. quadro. Col nuovo ordinamento, nel 1926 il Reggimento fu costituito su un comando, un deposito e due btg. (XV e XVII), su tre compagnie ciascuno. Nel 1929-30 fu aggiunta ad ogni btg. una cp. Mitraglieri. Nel 1933, si costituì in seno al Reggimento, una cp. motociclisti e, con circolare del 1937, esso fù ordinato su due battaglioni effettivi (XV e XVII), uno quadro (XXXIII), e una cp. cannoni da 47 per divisione celere. All’entrata in Guerra, la formazione del Reggimento comprendeva: comando e compagnia comando; 1^ cp. motociclisti; 71^ cp. cannoni 47/32; XV, XXVII e XXXIII btg.; Deposito. Inquadrato nella 1^ Divisione Celere “Eugenio di Savoia”. Il 6 febbraio 1941 la 71^cp. cannoni fu trasferita in Africa Settendrionale e il successivo 28 febbraio la cp. motociclisti passò alla 4^ Armata per la Campagna di Russia con la Divisione “Pasubio”. Nel 1941 il XXXIII btg. passò alle dipendenze del VII C.A.e fu costituito il LI btg. d’istruzione poi posto alle dipendenze della 2° Divisione Celere “Emanuele Filiberto Testa di Ferro”. Il Reggimento riebbe, sempre nel 1941, una cp. motociclisti (la 111^) e una cannoni da 47/32 (la 271^). Il XXXIII btg. già in Corsica con il VII Corpo d’Armata, rientra in continente e partecipa, inquadrato nel ricostituito 4° Rgt. Bersaglieri, alla Guerra di Liberazione e all’avanzata verso il Nord Italia. Fu disciolto per gli eventi del settembre 1943 mentre operava in territorio jugoslavo. Nel 1963 il XXXVIII Btg. Bersaglieri, già V Btg. dell’8° Rgt., venne inquadrato nel 132° Rgt. Carri. Nel 1964 fu costituito presso il 182° Rgt. Fanteria corazzato l’XI Bersaglieri. Nel 1975, per trasformazione del XXXVIII, viene costituito il 27° btg. “Jamiano” che riceve la bandiera dell’11° Rgt. e ne eredita così le tradizioni. Il Btg. è inquadrato nella 132^ Brigata Corazzata “Manin” della Divisione “Ariete”mentre con lo scioglimento del 182° fanteria Corazzato “Garibaldi”, l’11° Btg. Bersaglieri “Caprera” eredita la bandiera dello stesso e la custodia delle 3 MAVM già attribuite all’11° btg. b. per i meriti del suo XI btg. ciclisti. Il 30 settembre 1992, nella caserma Zappalà di Aviano si ricostituisce l’11° Reggimento Bersaglieri con il 27° btg. b. “Jamiano” e la compagnia Comando e Servizi. Il 21 novembre l’11° Rgt. Bers. Lascia la caserma “Zappalà” e si trasferisce nella Caserma “Leccis” con il seguente ordinamento: Compagnia Comando e Servizi; 27° Battaglione “Jamiano”. L’11° btg. b. “Caprera”, già inquadrato nella B.mecc. “Garibaldi” nel maggio 1991 viene trasferito nella B.mecc. “Pinerolo” e inquadrato nel 7° Rgt. b.Il 18 aprile 1997 lo Stato Maggiore dell’Esercito con un movimento ordinativo teso a riportare in un giusto alveo storico e di tradizioni i reparti bersaglieri, determina che il 27° btg. b. “Jamiano” sia trasformato in 11° btg. b. “Caprera” ereditando tradizioni, uomini e mezzi del suddetto battaglione. Pertanto le tre medaglie d’Argento al Valor Militare dell’XI btg Ciclisti inizialmente appuntate sulla bandiera del 182° Rgt. Corazzato “Garibaldi”, vengono ricondotte sulla bandiera dell’11°Rgt. Bersaglieri nel seno del quale l’XI btg. bers. Ciclisti era nato, unitamente alla medaglia di Bronzo al V.E. meritata dall’11° Btg. “Caprera” per le operazioni di soccorso prestate alle popolazioni del Friuli colpite dal terremoto nell’anno 1976. Il Reggimento è così costituito:Compagnia Comando e Servizi “SCIARA SCIAT” 11° Battaglione “Caprera” 1^ Compagnia “JAMIANO” 2^ Compagnia “SAN MICHELE” 3^ Compagnia “NASSIRIYA” 4^ Compagnia “REVINE” 5^ Compagnia “MONFALCONE” le compagnie del battaglione sono state ridotte a quattro e il nome della 4^ compagnia è ASSABA e per rientrare nell'ordine tutte sono legate alla concessione di una medaglia b. Campagne di Guerra e fatti d’arme XV Btg: Campagna del 1866-campagna del 1915-16-17 in Cirenaica-Campagna del 1918 nel Veneto. XXVII Btg: 1860-61 (Civitella del Tronto) – 1866 (Custoza) XXXIX Btg: 1866-1870 (Roma). 11° REGGIMENTO: 1895-96 Concorre a formare quattro btg. Bersaglieri, uno dei quali, il I, si battè ad Adua, in Africa Orientale. 1911-12 Il Reggimento, inviato in Libia partecipò alla campagna Italo Turca e fu protagonista dello scempio di Sciara Sciat in cui i Bersaglieri, attaccati frontalmente dai turchi,furono aggrediti dai beduini già sottomessi. Intere compagnie furono orrendamente massacrate,ma alla fine la vittoria arrise e il sacrificio dell’11° fu premiato con Medaglia d’Oro al V.M. 1915-18 Impiegato come fanteria di linea, il Reggimento, alle dipendenze della Divisione Speciale Bersaglieri sul fronte dell’Isonzo (zona di Plezzo) subì gravi perdite. Nel 1916 fu Inquadrato insieme al 9° nella II Brigata Bersaglieri e, spostato in carnia, partecipò a numerosi fatti d’arme. Nel 1917 l’11° fu schierato sulla sinistra dell’Isonzo, spesso in prima linea, partecipando a tutte le azioni della Brigata e guadagnando la Medaglia d’Argento e la citazione sul Bollettino del Comando Supremo per il valoroso comportamento su M.Hermada nel giugno di quell’anno. Nuovamente decimato da duri combattimenti sostenuti nello stesso settore, il Reggimento partecipò col consueto valore al contenimento dell’avanzata nemica nell’ottobre-novembre 1917, difendendo una testa di ponte sul Piave, a Vidor. Ritirato nelle retrovie per il riordinamento, nel 1918 l’11°,sempre nell’ambito della sua Brigata,fu schierato da prima sul Piave e poi fu dislocato sull’Altopiano di Asiago. A disposizione del XIV Corpo d’Armata durante la battaglia di Vittorio Veneto, il Reggimento si imbarcò insieme al 7° a Venezia per sbarcare il 3 novembre a Trieste, dove le accoglienze entusiastiche della popolazione compensarono i bersaglieri di quattro anni di sanguinosi sacrifici. 1940-43 L’11° Reggimento Bersaglieri, il 10giugno 1940 era alle dipendenze della 1^ Divisione Celere “Eugenio di Savoia”. Dal 1° aprile al 31 maggio 1941, agli ordini del Col.Robbertiello, prese parte ad un intenso ciclo sul fronte Jugoslavo. In quest’occasione i Bersaglieri fecero le prime esperienze di guerra motocorazzata. Dalla frontiera giulia su cui erano schierati , i reparti dell’11° varcarono il confine non appena giunse la notizia che la Jugoslavia era passata in campo avverso. Proceduti da elementi motociclisti ed in cooperazione con il 2° Gruppo Carri L “San Giusto”, i reparti autocarrati puntarono su Lubiana, sorprendendo il nemico per la rapidità di progressione. Dopo la conquista della città il Reggimento riprese la marcia agli ordini del VI Corpo d’Armata in direzione sud e,sempre con l’appoggio dei Carri L, completò in pochi giorni l’occupazione della Dalmazia e fu impiegato in compiti di controguerriglia. L’armistizio lo sorprese in territorio jugoslavo e ne provocò lo scioglimento. c. Interventi 1915 Il Reggimento presta soccorso alle popolazioni della Marsica colpite dal terremoto Intervenendo con una forza di 1800 bersaglieri. 1966 Il XXXVIII/132° porta soccorso alle popolazioni colpite dall’alluvione del Piave Il bersagliere Eros Perinotto muore durante lo svolgimento dell’operazione, viene decorato di Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria. 1976 Accorre in soccorso delle popolazioni friulane colpite dal sisma del 6 maggio nelle località di Clauzzetto e Osoppo (27° Btg. “Jamiano”). 1990 Il 27° Btg. interviene nella zona del comune di Fiume Veneto colpito da una tromba d’aria che provocò numerosi danni. 1991 Durante la Guerra del Golfo, il 27°Btg. si occupa delle operazioni di sorveglianza a posti strategici del territorio Italiano. 1994 L’11° Reggimento, con una compagnia inquadrata nel 132° Reggimento carri, porta Soccorso alle popolazioni colpite dall’alluvione. (Provincia di Alessandria). 1992/96 Partecipa in più cicli all’operazione “Testuggine” (confine Ex Jugoslavia). 1992/97 Il reggimento partecipa all’operazione per combattere la criminalità organizzata denominata “Vespri Siciliani” con più cicli operativi (Palermo,Caltanissetta,Gela,Catania). 2001 Viene inviato in rinforzo per ordine pubblico a Genova per il G8 2002 Dal luglio al novembre partecipa all’operazione “Joint Guardian” in Kosovo con la Brigata Multinazionale Ovest nella località di Pec. 2004 Dal gennaio a maggio è stato impegnato in Iraq nella operazione “Antica Babilonia 3”inquadrato nella 132^ Brigata Corazzata “Ariete”nell’area di Nassiriyah, dove è stato coinvolto in frequenti scontri a fuoco con irregolari; Il 6 aprile 2004, l’occupazione dei ponti da parte di miliziani sciiti ha provocato alla condotta dell’Operazione “Porta Pia”,durante la quale, ha riconquistato il controllo di due ponti occupati,costringendo successivamente i miliziani a ritirarsi anche dall’ultimo.Per tale atto è stata concessa al Reggimento la Croce al valor Militare. 2005/06 Il reggimento partecipa sempre inquadrato nella Brigata ARIETE anche all’Operazione“Antica Babilonia 8” nel periodo settembre-gennaio. 2004-06 Il Reggimento viene impiegato sul territorio nazionale nell’Operazione “Domino”,sempre in più cicli operativi in varie zone del territorio italiano. 2007/08 Nel periodo ottobre-maggio, il Reggimento partecipato all’operazione “Leonte 3",quale Task Force “ITALBATT 1” in Libano. 2009 E’stato rispiegato di nuovo in terra libanese nel periodo maggio- ottobre sempre come ITALBATT 1, nell’operazione “Leonte 6”. 2010 Dal mese di febbraio partecipa all’operazione “Strade Sicure” nella città di Milano. 2011 da aprile a settembre ha partecipato all'operazione "ISAF" in Afganistan dove in uno scontro a fuoco sono rimasti feriti 4 bersaglieri. 2012 il reggimento è stato schierato nel nord del Kosovo in qualità di “KFOR Operational Reserve Force Battalion”, presso “Camp De Lattre” a Novo Selo, dove ha operato isolatamente in servizio continuativo dalla fine di marzo a settembre. SEDI STANZIALI 11° reggimento bersaglieri 1883-1886 Caserta 1886-1892 Firenze 1892-1899 Verona 1899-1903 Ancona 1903-1909 Asti 1909-1914 Napoli 1914-1921 Ancona 1921-1943 Gradisca d’Isonzo (GO) 27° battaglione bersaglieri “Jamiano” 1975-1992 Aviano 11° reggimento bersaglieri 1992 Orcenico Sup.- Zoppola REPARTI DIPENDENTI 11° rtg: XV – XXVII – XXXIII – XXXIX (solo nel periodo 15/18) – XI CICLISTI 1883-1943 27° btg “Jamiano” 1975-1992 11° rgt: 27° btg “Jamiano” 1992-1997 11° rgt: 11° btg “Caprera” 1997 CAMBIO DENOMINAZIONE Il 18 aprile 1997 su disposizione dello SME-Ufficio Storico, viene effettuato il cambio di denominazione del 27° Battaglione Bersaglieri “Jamiano” in 11° Battaglione Bersaglieri “Caprera” sancito con lettera n° 4919/061 del 15 dicembre 1995 e con lettera n° 5013/061 del 18 dicembre 1996. La festa del corpo è il 18 giugno, data di fondazione della specialità. La Madrina della Bandiera è la Sig.ra Anna Maria CARETTO, moglie del Col. M.O Aminto Caretto già comandante del 3° bersaglieri La Bandiera è stata consegnata il 2 ottobre 1976 in Aviano nella Caserma Zappalà. ( vedi Gazzetta Ufficiale del 22 dic.1976 D.P. n° 846 del 12 nov.1976) Il comandante ricevente è stato il Ten.Col. Franco GOZZOLI Il distintivo di appartenenza è stato autorizzato con lettera dello Stato Maggiore - Ufficio Storico n° 3020/103.46.11 del 3 settembre 1987 La drappella del Reggimento è stata autorizzata con lettera n° 1884/061 del 10 maggio 1995 dello Stato Maggiore Esercito-Ufficio Storico. Per il Crest, raffigurante lo stemma araldico del Reggimento, non è mai stata chiesta l’autorizzazione perché riproduce fedelmente quanto descritto nel decreto di concessione del Presidente della Repubblica. CITTADINANZE ONORARIE Vittorio Veneto 15 maggio 1998 Zoppola 2 luglio 2000 Trieste 3 novembre 2008 Casarsa della delizia 19 marzo 2012 BENEMERENZA Il reggimento è stato insignito della Medaglia d’argento della Carità dall’Associazione ONLUS “REGINA ELENA” con la seguente motivazione: “Il 16 settembre 1883 a Caserta, viene costituito l’11° Reggimento Bersaglieri, con i compiti di servizio di esplorazione e missioni di carattere ardito. Il Reggimento viene impiegato su tutti i fronti della 1° guerra mondiale, inquadrato nella II° Divisione Bersaglieri. In seguito trasformato in reggimento ciclisti, mentre, dal 1 Febbraio del 1938, il Reggimento viene inquadrato per ordine di S.M. Il Re Vittorio Emanuele III nella 1° Divisione Celere “Eugenio di Savoia” . Con tale grande unità prende parte al secondo conflitto mondiale, partecipando alle campagne di Dalmazia e Jugoslavia, difendendo con onore ed estremo sacrificio, i confini della Patria. Per tutti questi episodi di valore, il Reggimento immolatosi con i Suoi eroi, viene decorato, di una Medaglia d’Oro al Valore Militare, di una Medaglia d’Argento, di una Medaglia di Bronzo, e un Ordine Militare d’Italia. Oggi con i suoi giovani effettivi, il Reggimento ha voluto seguire nel suo storico cammino e, mantenendo fede al Suo motto antico”Quis Ultra?” continua ascrivere pagine di storia come quelle irachene, dimostrando l’attualità della sua brillante tradizione di fierezza, d’ardimento, di fedeltà nell’adempiere il proprio dovere e d’amore verso la Patria e verso la gente Bisognosa, come quella che i suoi effettivi hanno costantemente beneficato a Nassiriyah.” Orcenico superiore 17 giugno 2006.
Ricompense alla Bandiera:
MEDAGLIA MOTIVAZIONE DATA ORDINE MILITARE D'ITALIA già Savoia all'Arma di Fanteria (RD. 5 giug.1920) "Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell'aspra battaglia, conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabile i luoghi e le fortune, consacrando con sangue freddo la romana virtù, dei figli d'Italia." 1915-1918
ORO Valor Militare (R.D.12 nov.1911) Al rgt.: "Per essersi particolarmente distino per prove di mirabile valore e di esemplare fermezza nel fatto d'arme del 23 ottobre davanti a Tripoli." Tripoli 23 ott. 1911
ARGENTO Valor Militare (R.D. 3 ago. 1916) Al rgt.: "Il suo battaglione Ciclisti fu primo a giungere in vetta al monte San Michele (Carso), che occupò e tenacemente mantenne fino a che il nemico soverchiante, con violentissimo fuoco, non riuscì a stremarne le forze." Carso 20-21lug.’15
ARGENTO Valor Militare (R.D. 5 giug.1920) All'XI btg. Ciclisti: "Con indomita audacia ed irresistibile slancio irruppe nelle trincee nemiche q. 85 sino allora invano attaccate, mantenendole con tenace valore contro i furenti contrattacchi nemici pur con forza assottigliate dalla lotta sanguinosa (Monfalcone, 6 agosto 1916). Incaricato di aggirare la stretta di Serravalle, riusciva ad avere ragione di soverchianti forze nemiche fortemente trincherate, catturando prigionieri, mitragliatrici e cannoni (Revine Lago, 30 ottobre 1918)." Monfalcone 6 ago.916 Revine Lago 30 ott. 1918
ARGENTO Valor Militare (R.D.5 giug.1920) Al rgt.: "In combattimento o in trincea fu costante esempio di valore, di tenacia, di saldezza. con slancio irresistibile, superare le munite trincee avversarie, conquistava di primo balzo le posizioni di Jamiano dando efficace contributo alla conquista della linea Flondar. Richiamo in linea dopo due giorni per fronteggiare un violentissimo attacco nemico, si gettava ancora nella lotta con audacia e abnegazione sublimi." Jamiano Nov. 1916 giu. 1917
ARGENTO Valor Militare (R.D.29 ott.1922) All'XI btg. Ciclisti: "Assaltava con impeto eroico una fortissima posizione carsica aprendosi il varco nei reticolati, a prezzo di purissimo sangue in concorso con altri reparti, ne manteneva l'occupazione in tre giorni di epica lotta, malgrado i violenti bombardamenti e ritorni offensivi del nemico." Carso q. 144 Monfalcone 14-15-16 sett.1916 BRONZO Valor Militare (R.D. 21 dic.1913) Al rgt.: "Per la bella prova di valore data dai battaglioni XXVII e XXXIII nel combattimento del 23 marzo 1913 ad Assaba." Assaba 23 mar.1913
CROCE Valor Militare (D.P.R.8 apr.2008) Reggimento bersaglieri della Brigata Ariete partecipava alla missione "Antica Babilonia 3" in Iraq inquadrato nell'Italian Joint Task Force. In tale contesto operava in una terra caratterizzata da persistenti conflittualità, oggettive difficoltà ambientali e in situazioni costantemente cariche di forti tensioni e diffusa instabilità. In particolare, a seguito di disordini in altri settori, la situazione in An Nassiriya degenerava in violente manifestazioni che, sfociate nell'occupazione dei tre ponti sul fiume Eufrate e in un crescendo di atti intimidatori e ostili, impedivano lo svolgersi delle attività vitali della città. In tale difficile e complesso contesto il reggimento riceveva il compito di intervenire per riconquistare i ponti e riprendere il controllo della città con un'operazione che sin dai momenti iniziali si rivelava delicata e pericolosa. Non appena raggiunti i ponti, l'unita' veniva sottoposta a reiterate ed intense azioni di fuoco da parte di gruppi di guerriglieri appostati ovunque a difesa. Sprezzante del pericolo, il reggimento reagiva con determinazione e coraggio costringendo, dopo oltre tredici ore di combattimenti, gli elementi ostili ad abbandonare le posizioni e riacquisendo il controllo dei ponti. L'operazione veniva unanimemente apprezzata anche per la sua efficacia e la capacità di limitare, nonostante i prolungati e cruenti combattimenti, i danni collaterali nei riguardi della popolazione innocente. Straordinario esempio di unità coesa e fortemente motivata, che nella circostanza ha confermato indiscussa perizia professionale, coraggio, saldezza morale e chiarissime virtù militari elevando, grazie al valore dimostrato, il prestigio delle Forze Armate Italiane Talill (IRAQ) 6 aprile 2004
BRONZO Valor dell'Esercito (D.P.04 gen.1978)All'11° btg " Caprera": Interveniva prontamente nelle Zone del Friuli devastate dal violento terremoto, soccorrendo con generosità e alto senso del dovere le popolazioni duramente colpite. Il soccorso prestato, che ha validamente contribuito a rendere meno gravi le le conseguenze del disastro, ha riscosso l'apprezzamento e la gratitudine delle autorità e della popolazione. Friuli 6 mag. 1976 30 apr. 1977
Motto: QUIS ULTRA? (Chi oltre noi?)
LA STORIA
L’11° reggimento bersaglieri si costituisce a Caserta il 16 settembre 1883. riunendo i quarti btg. dei reggimenti 1°, 4° e 7° Bersaglieri che presero la numerazione di I, II e III. Nel 1886 essi riassunsero, però, le denominazioni originali di XV, XXVII E XXXIII. Ad essi si aggiunse nel 1910 l’XI Btg. Ciclisti e, nel 1912, un quinto battaglione, il XXXIX. Durante la campagna del 1915-18, il Deposito del Reggimento diede origine al 17° Rgt. Bersaglieri. Nel 1919 fu soppresso il battaglione ciclisti e nel 1920 la forza fu ridotta a due btg. effettivi ed a uno quadro. Nel 1924 fu decisa la trasformazione in ciclisti dell’intero reggimento e la soppressione del btg. quadro. Col nuovo ordinamento, nel 1926 il Reggimento fu costituito su un comando, un deposito e due btg. (XV e XVII), su tre compagnie ciascuno. Nel 1929-30 fu aggiunta ad ogni btg. una cp. Mitraglieri. Nel 1933, si costituì in seno al Reggimento, una cp. motociclisti e, con circolare del 1937, esso fù ordinato su due battaglioni effettivi (XV e XVII), uno quadro (XXXIII), e una cp. cannoni da 47 per divisione celere. All’entrata in Guerra, la formazione del Reggimento comprendeva: comando e compagnia comando; 1^ cp. motociclisti; 71^ cp. cannoni 47/32; XV, XXVII e XXXIII btg.; Deposito. Inquadrato nella 1^ Divisione Celere “Eugenio di Savoia”. Il 6 febbraio 1941 la 71^cp. cannoni fu trasferita in Africa Settendrionale e il successivo 28 febbraio la cp. motociclisti passò alla 4^ Armata per la Campagna di Russia con la Divisione “Pasubio”. Nel 1941 il XXXIII btg. passò alle dipendenze del VII C.A.e fu costituito il LI btg. d’istruzione poi posto alle dipendenze della 2° Divisione Celere “Emanuele Filiberto Testa di Ferro”. Il Reggimento riebbe, sempre nel 1941, una cp. motociclisti (la 111^) e una cannoni da 47/32 (la 271^). Il XXXIII btg. già in Corsica con il VII Corpo d’Armata, rientra in continente e partecipa, inquadrato nel ricostituito 4° Rgt. Bersaglieri, alla Guerra di Liberazione e all’avanzata verso il Nord Italia. Fu disciolto per gli eventi del settembre 1943 mentre operava in territorio jugoslavo. Nel 1963 il XXXVIII Btg. Bersaglieri, già V Btg. dell’8° Rgt., venne inquadrato nel 132° Rgt. Carri. Nel 1964 fu costituito presso il 182° Rgt. Fanteria corazzato l’XI Bersaglieri. Nel 1975, per trasformazione del XXXVIII, viene costituito il 27° btg. “Jamiano” che riceve la bandiera dell’11° Rgt. e ne eredita così le tradizioni. Il Btg. è inquadrato nella 132^ Brigata Corazzata “Manin” della Divisione “Ariete”mentre con lo scioglimento del 182° fanteria Corazzato “Garibaldi”, l’11° Btg. Bersaglieri “Caprera” eredita la bandiera dello stesso e la custodia delle 3 MAVM già attribuite all’11° btg. b. per i meriti del suo XI btg. ciclisti. Il 30 settembre 1992, nella caserma Zappalà di Aviano si ricostituisce l’11° Reggimento Bersaglieri con il 27° btg. b. “Jamiano” e la compagnia Comando e Servizi. Il 21 novembre l’11° Rgt. Bers. Lascia la caserma “Zappalà” e si trasferisce nella Caserma “Leccis” con il seguente ordinamento: Compagnia Comando e Servizi; 27° Battaglione “Jamiano”. L’11° btg. b. “Caprera”, già inquadrato nella B.mecc. “Garibaldi” nel maggio 1991 viene trasferito nella B.mecc. “Pinerolo” e inquadrato nel 7° Rgt. b.Il 18 aprile 1997 lo Stato Maggiore dell’Esercito con un movimento ordinativo teso a riportare in un giusto alveo storico e di tradizioni i reparti bersaglieri, determina che il 27° btg. b. “Jamiano” sia trasformato in 11° btg. b. “Caprera” ereditando tradizioni, uomini e mezzi del suddetto battaglione. Pertanto le tre medaglie d’Argento al Valor Militare dell’XI btg Ciclisti inizialmente appuntate sulla bandiera del 182° Rgt. Corazzato “Garibaldi”, vengono ricondotte sulla bandiera dell’11°Rgt. Bersaglieri nel seno del quale l’XI btg. bers. Ciclisti era nato, unitamente alla medaglia di Bronzo al V.E. meritata dall’11° Btg. “Caprera” per le operazioni di soccorso prestate alle popolazioni del Friuli colpite dal terremoto nell’anno 1976. Il Reggimento è così costituito:Compagnia Comando e Servizi “SCIARA SCIAT” 11° Battaglione “Caprera” 1^ Compagnia “JAMIANO” 2^ Compagnia “SAN MICHELE” 3^ Compagnia “NASSIRIYA” 4^ Compagnia “REVINE” 5^ Compagnia “MONFALCONE” le compagnie del battaglione sono state ridotte a quattro e il nome della 4^ compagnia è ASSABA e per rientrare nell'ordine tutte sono legate alla concessione di una medaglia b. Campagne di Guerra e fatti d’arme XV Btg: Campagna del 1866-campagna del 1915-16-17 in Cirenaica-Campagna del 1918 nel Veneto. XXVII Btg: 1860-61 (Civitella del Tronto) – 1866 (Custoza) XXXIX Btg: 1866-1870 (Roma). 11° REGGIMENTO: 1895-96 Concorre a formare quattro btg. Bersaglieri, uno dei quali, il I, si battè ad Adua, in Africa Orientale. 1911-12 Il Reggimento, inviato in Libia partecipò alla campagna Italo Turca e fu protagonista dello scempio di Sciara Sciat in cui i Bersaglieri, attaccati frontalmente dai turchi,furono aggrediti dai beduini già sottomessi. Intere compagnie furono orrendamente massacrate,ma alla fine la vittoria arrise e il sacrificio dell’11° fu premiato con Medaglia d’Oro al V.M. 1915-18 Impiegato come fanteria di linea, il Reggimento, alle dipendenze della Divisione Speciale Bersaglieri sul fronte dell’Isonzo (zona di Plezzo) subì gravi perdite. Nel 1916 fu Inquadrato insieme al 9° nella II Brigata Bersaglieri e, spostato in carnia, partecipò a numerosi fatti d’arme. Nel 1917 l’11° fu schierato sulla sinistra dell’Isonzo, spesso in prima linea, partecipando a tutte le azioni della Brigata e guadagnando la Medaglia d’Argento e la citazione sul Bollettino del Comando Supremo per il valoroso comportamento su M.Hermada nel giugno di quell’anno. Nuovamente decimato da duri combattimenti sostenuti nello stesso settore, il Reggimento partecipò col consueto valore al contenimento dell’avanzata nemica nell’ottobre-novembre 1917, difendendo una testa di ponte sul Piave, a Vidor. Ritirato nelle retrovie per il riordinamento, nel 1918 l’11°,sempre nell’ambito della sua Brigata,fu schierato da prima sul Piave e poi fu dislocato sull’Altopiano di Asiago. A disposizione del XIV Corpo d’Armata durante la battaglia di Vittorio Veneto, il Reggimento si imbarcò insieme al 7° a Venezia per sbarcare il 3 novembre a Trieste, dove le accoglienze entusiastiche della popolazione compensarono i bersaglieri di quattro anni di sanguinosi sacrifici. 1940-43 L’11° Reggimento Bersaglieri, il 10giugno 1940 era alle dipendenze della 1^ Divisione Celere “Eugenio di Savoia”. Dal 1° aprile al 31 maggio 1941, agli ordini del Col.Robbertiello, prese parte ad un intenso ciclo sul fronte Jugoslavo. In quest’occasione i Bersaglieri fecero le prime esperienze di guerra motocorazzata. Dalla frontiera giulia su cui erano schierati , i reparti dell’11° varcarono il confine non appena giunse la notizia che la Jugoslavia era passata in campo avverso. Proceduti da elementi motociclisti ed in cooperazione con il 2° Gruppo Carri L “San Giusto”, i reparti autocarrati puntarono su Lubiana, sorprendendo il nemico per la rapidità di progressione. Dopo la conquista della città il Reggimento riprese la marcia agli ordini del VI Corpo d’Armata in direzione sud e,sempre con l’appoggio dei Carri L, completò in pochi giorni l’occupazione della Dalmazia e fu impiegato in compiti di controguerriglia. L’armistizio lo sorprese in territorio jugoslavo e ne provocò lo scioglimento. c. Interventi 1915 Il Reggimento presta soccorso alle popolazioni della Marsica colpite dal terremoto Intervenendo con una forza di 1800 bersaglieri. 1966 Il XXXVIII/132° porta soccorso alle popolazioni colpite dall’alluvione del Piave Il bersagliere Eros Perinotto muore durante lo svolgimento dell’operazione, viene decorato di Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria. 1976 Accorre in soccorso delle popolazioni friulane colpite dal sisma del 6 maggio nelle località di Clauzzetto e Osoppo (27° Btg. “Jamiano”). 1990 Il 27° Btg. interviene nella zona del comune di Fiume Veneto colpito da una tromba d’aria che provocò numerosi danni. 1991 Durante la Guerra del Golfo, il 27°Btg. si occupa delle operazioni di sorveglianza a posti strategici del territorio Italiano. 1994 L’11° Reggimento, con una compagnia inquadrata nel 132° Reggimento carri, porta Soccorso alle popolazioni colpite dall’alluvione. (Provincia di Alessandria). 1992/96 Partecipa in più cicli all’operazione “Testuggine” (confine Ex Jugoslavia). 1992/97 Il reggimento partecipa all’operazione per combattere la criminalità organizzata denominata “Vespri Siciliani” con più cicli operativi (Palermo,Caltanissetta,Gela,Catania). 2001 Viene inviato in rinforzo per ordine pubblico a Genova per il G8 2002 Dal luglio al novembre partecipa all’operazione “Joint Guardian” in Kosovo con la Brigata Multinazionale Ovest nella località di Pec. 2004 Dal gennaio a maggio è stato impegnato in Iraq nella operazione “Antica Babilonia 3”inquadrato nella 132^ Brigata Corazzata “Ariete”nell’area di Nassiriyah, dove è stato coinvolto in frequenti scontri a fuoco con irregolari; Il 6 aprile 2004, l’occupazione dei ponti da parte di miliziani sciiti ha provocato alla condotta dell’Operazione “Porta Pia”,durante la quale, ha riconquistato il controllo di due ponti occupati,costringendo successivamente i miliziani a ritirarsi anche dall’ultimo.Per tale atto è stata concessa al Reggimento la Croce al valor Militare. 2005/06 Il reggimento partecipa sempre inquadrato nella Brigata ARIETE anche all’Operazione“Antica Babilonia 8” nel periodo settembre-gennaio. 2004-06 Il Reggimento viene impiegato sul territorio nazionale nell’Operazione “Domino”,sempre in più cicli operativi in varie zone del territorio italiano. 2007/08 Nel periodo ottobre-maggio, il Reggimento partecipato all’operazione “Leonte 3",quale Task Force “ITALBATT 1” in Libano. 2009 E’stato rispiegato di nuovo in terra libanese nel periodo maggio- ottobre sempre come ITALBATT 1, nell’operazione “Leonte 6”. 2010 Dal mese di febbraio partecipa all’operazione “Strade Sicure” nella città di Milano. 2011 da aprile a settembre ha partecipato all'operazione "ISAF" in Afganistan dove in uno scontro a fuoco sono rimasti feriti 4 bersaglieri. 2012 il reggimento è stato schierato nel nord del Kosovo in qualità di “KFOR Operational Reserve Force Battalion”, presso “Camp De Lattre” a Novo Selo, dove ha operato isolatamente in servizio continuativo dalla fine di marzo a settembre. SEDI STANZIALI 11° reggimento bersaglieri 1883-1886 Caserta 1886-1892 Firenze 1892-1899 Verona 1899-1903 Ancona 1903-1909 Asti 1909-1914 Napoli 1914-1921 Ancona 1921-1943 Gradisca d’Isonzo (GO) 27° battaglione bersaglieri “Jamiano” 1975-1992 Aviano 11° reggimento bersaglieri 1992 Orcenico Sup.- Zoppola REPARTI DIPENDENTI 11° rtg: XV – XXVII – XXXIII – XXXIX (solo nel periodo 15/18) – XI CICLISTI 1883-1943 27° btg “Jamiano” 1975-1992 11° rgt: 27° btg “Jamiano” 1992-1997 11° rgt: 11° btg “Caprera” 1997 CAMBIO DENOMINAZIONE Il 18 aprile 1997 su disposizione dello SME-Ufficio Storico, viene effettuato il cambio di denominazione del 27° Battaglione Bersaglieri “Jamiano” in 11° Battaglione Bersaglieri “Caprera” sancito con lettera n° 4919/061 del 15 dicembre 1995 e con lettera n° 5013/061 del 18 dicembre 1996. La festa del corpo è il 18 giugno, data di fondazione della specialità. La Madrina della Bandiera è la Sig.ra Anna Maria CARETTO, moglie del Col. M.O Aminto Caretto già comandante del 3° bersaglieri La Bandiera è stata consegnata il 2 ottobre 1976 in Aviano nella Caserma Zappalà. ( vedi Gazzetta Ufficiale del 22 dic.1976 D.P. n° 846 del 12 nov.1976) Il comandante ricevente è stato il Ten.Col. Franco GOZZOLI Il distintivo di appartenenza è stato autorizzato con lettera dello Stato Maggiore - Ufficio Storico n° 3020/103.46.11 del 3 settembre 1987 La drappella del Reggimento è stata autorizzata con lettera n° 1884/061 del 10 maggio 1995 dello Stato Maggiore Esercito-Ufficio Storico. Per il Crest, raffigurante lo stemma araldico del Reggimento, non è mai stata chiesta l’autorizzazione perché riproduce fedelmente quanto descritto nel decreto di concessione del Presidente della Repubblica. CITTADINANZE ONORARIE Vittorio Veneto 15 maggio 1998 Zoppola 2 luglio 2000 Trieste 3 novembre 2008 Casarsa della delizia 19 marzo 2012 BENEMERENZA Il reggimento è stato insignito della Medaglia d’argento della Carità dall’Associazione ONLUS “REGINA ELENA” con la seguente motivazione: “Il 16 settembre 1883 a Caserta, viene costituito l’11° Reggimento Bersaglieri, con i compiti di servizio di esplorazione e missioni di carattere ardito. Il Reggimento viene impiegato su tutti i fronti della 1° guerra mondiale, inquadrato nella II° Divisione Bersaglieri. In seguito trasformato in reggimento ciclisti, mentre, dal 1 Febbraio del 1938, il Reggimento viene inquadrato per ordine di S.M. Il Re Vittorio Emanuele III nella 1° Divisione Celere “Eugenio di Savoia” . Con tale grande unità prende parte al secondo conflitto mondiale, partecipando alle campagne di Dalmazia e Jugoslavia, difendendo con onore ed estremo sacrificio, i confini della Patria. Per tutti questi episodi di valore, il Reggimento immolatosi con i Suoi eroi, viene decorato, di una Medaglia d’Oro al Valore Militare, di una Medaglia d’Argento, di una Medaglia di Bronzo, e un Ordine Militare d’Italia. Oggi con i suoi giovani effettivi, il Reggimento ha voluto seguire nel suo storico cammino e, mantenendo fede al Suo motto antico”Quis Ultra?” continua ascrivere pagine di storia come quelle irachene, dimostrando l’attualità della sua brillante tradizione di fierezza, d’ardimento, di fedeltà nell’adempiere il proprio dovere e d’amore verso la Patria e verso la gente Bisognosa, come quella che i suoi effettivi hanno costantemente beneficato a Nassiriyah.” Orcenico superiore 17 giugno 2006.
Ricompense alla Bandiera:
MEDAGLIA MOTIVAZIONE DATA ORDINE MILITARE D'ITALIA già Savoia all'Arma di Fanteria (RD. 5 giug.1920) "Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell'aspra battaglia, conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabile i luoghi e le fortune, consacrando con sangue freddo la romana virtù, dei figli d'Italia." 1915-1918
ORO Valor Militare (R.D.12 nov.1911) Al rgt.: "Per essersi particolarmente distino per prove di mirabile valore e di esemplare fermezza nel fatto d'arme del 23 ottobre davanti a Tripoli." Tripoli 23 ott. 1911
ARGENTO Valor Militare (R.D. 3 ago. 1916) Al rgt.: "Il suo battaglione Ciclisti fu primo a giungere in vetta al monte San Michele (Carso), che occupò e tenacemente mantenne fino a che il nemico soverchiante, con violentissimo fuoco, non riuscì a stremarne le forze." Carso 20-21lug.’15
ARGENTO Valor Militare (R.D. 5 giug.1920) All'XI btg. Ciclisti: "Con indomita audacia ed irresistibile slancio irruppe nelle trincee nemiche q. 85 sino allora invano attaccate, mantenendole con tenace valore contro i furenti contrattacchi nemici pur con forza assottigliate dalla lotta sanguinosa (Monfalcone, 6 agosto 1916). Incaricato di aggirare la stretta di Serravalle, riusciva ad avere ragione di soverchianti forze nemiche fortemente trincherate, catturando prigionieri, mitragliatrici e cannoni (Revine Lago, 30 ottobre 1918)." Monfalcone 6 ago.916 Revine Lago 30 ott. 1918
ARGENTO Valor Militare (R.D.5 giug.1920) Al rgt.: "In combattimento o in trincea fu costante esempio di valore, di tenacia, di saldezza. con slancio irresistibile, superare le munite trincee avversarie, conquistava di primo balzo le posizioni di Jamiano dando efficace contributo alla conquista della linea Flondar. Richiamo in linea dopo due giorni per fronteggiare un violentissimo attacco nemico, si gettava ancora nella lotta con audacia e abnegazione sublimi." Jamiano Nov. 1916 giu. 1917
ARGENTO Valor Militare (R.D.29 ott.1922) All'XI btg. Ciclisti: "Assaltava con impeto eroico una fortissima posizione carsica aprendosi il varco nei reticolati, a prezzo di purissimo sangue in concorso con altri reparti, ne manteneva l'occupazione in tre giorni di epica lotta, malgrado i violenti bombardamenti e ritorni offensivi del nemico." Carso q. 144 Monfalcone 14-15-16 sett.1916 BRONZO Valor Militare (R.D. 21 dic.1913) Al rgt.: "Per la bella prova di valore data dai battaglioni XXVII e XXXIII nel combattimento del 23 marzo 1913 ad Assaba." Assaba 23 mar.1913
CROCE Valor Militare (D.P.R.8 apr.2008) Reggimento bersaglieri della Brigata Ariete partecipava alla missione "Antica Babilonia 3" in Iraq inquadrato nell'Italian Joint Task Force. In tale contesto operava in una terra caratterizzata da persistenti conflittualità, oggettive difficoltà ambientali e in situazioni costantemente cariche di forti tensioni e diffusa instabilità. In particolare, a seguito di disordini in altri settori, la situazione in An Nassiriya degenerava in violente manifestazioni che, sfociate nell'occupazione dei tre ponti sul fiume Eufrate e in un crescendo di atti intimidatori e ostili, impedivano lo svolgersi delle attività vitali della città. In tale difficile e complesso contesto il reggimento riceveva il compito di intervenire per riconquistare i ponti e riprendere il controllo della città con un'operazione che sin dai momenti iniziali si rivelava delicata e pericolosa. Non appena raggiunti i ponti, l'unita' veniva sottoposta a reiterate ed intense azioni di fuoco da parte di gruppi di guerriglieri appostati ovunque a difesa. Sprezzante del pericolo, il reggimento reagiva con determinazione e coraggio costringendo, dopo oltre tredici ore di combattimenti, gli elementi ostili ad abbandonare le posizioni e riacquisendo il controllo dei ponti. L'operazione veniva unanimemente apprezzata anche per la sua efficacia e la capacità di limitare, nonostante i prolungati e cruenti combattimenti, i danni collaterali nei riguardi della popolazione innocente. Straordinario esempio di unità coesa e fortemente motivata, che nella circostanza ha confermato indiscussa perizia professionale, coraggio, saldezza morale e chiarissime virtù militari elevando, grazie al valore dimostrato, il prestigio delle Forze Armate Italiane Talill (IRAQ) 6 aprile 2004
BRONZO Valor dell'Esercito (D.P.04 gen.1978)All'11° btg " Caprera": Interveniva prontamente nelle Zone del Friuli devastate dal violento terremoto, soccorrendo con generosità e alto senso del dovere le popolazioni duramente colpite. Il soccorso prestato, che ha validamente contribuito a rendere meno gravi le le conseguenze del disastro, ha riscosso l'apprezzamento e la gratitudine delle autorità e della popolazione. Friuli 6 mag. 1976 30 apr. 1977
Fanfara 11° Ariete
Storia della fanfara
Di Antonio Miele
FANFARA “ARIETE” DELL’11° REGGIMENTO BERSAGLIERI
(visto che si stanno diffondendo storie fasulle.....allego la storia della Fanfara ARIETE dell'11° Bersaglieri con sede in Orcenico con allegato il curriculum del capofanfara )
BREVE STORIA DELLA FANFARA
La fanfara “Ariete” è certamente il complesso più ricco di storia e tradizioni. Le sue origini risalgono infatti al 1883, anno in cui veniva costituito l’11 Reggimento Bersaglieri, di cui seguì sempre le sorti. La Fanfara è formata esclusivamente da ottoni che, per potenza di suono, brio e maneggevolezza sono adatti ad essere suonati al passo di corsa. Venne riorganizzata nell’aprile del 1992 quale Fanfara della Brigata Corazzata “Ariete” e sciolta il 1° gennaio 2000 ed era composta esclusivamente da militari in servizio di leva con incarico particolare, alcuni dei quali provenivano dalle bande cittadine e dai Conservatori di tutta Italia. Attualmente è costituita da volontari. Sono diretti dal 1° Maresciallo Luogotenente Antonio Miele.. La Fanfara “Ariete” annovera nel proprio repertorio, oltre alle marce militari, numerosi pezzi di altri generi musicali, alcuni dei quali arrangiati e composti dallo stesso Maresciallo Miele e da militari in servizio nella stessa, riscuotendo unanimi consensi di approvazione nelle varie manifestazioni in cui si è esibita. l'attuale vice capofanfara è il serg. LOMBARDI Cataldo proveniente dai regolari concorsi. La Fanfara ha partecipato a numerose manifestazioni in Italia e all’estero, le più importanti di seguito elencate: - 50° Anniversario di El Alamein(Egitto); - 1° Festival Internazionale delle Bande Militari a Verona; - 3° Festival Nazionale di musiche militari a Versailles(Francia); - British Military Music Show a Munster(Germania); - 1° Festival Internazionale della musica in uniforme a Trieste; - Festa della Repubblica Italiana a Mosca(Russia); - Esercitazione “Balaton 98”-Vesprem (Ungheria); - Cambio del Comandante della Brigata Militare Nord Est a Sarajevo(Bosnia); - 2° Festival Internazionale delle Bande militari a Cervignano; - Festival Internazionale di Albertville(Francia); - Festival Internazionale di Molouse(Francia); - Columbus Day a New York 1999; - Esercitazione “Smardan 2002” Galati (Romania); - Operazione Joint Guardian 2002 Pec (Kosovo) - Esercitazione “Drawsko 2003“ Drawsko (Polonia) - Esercitazione “Precarpatia 2003” Ucraina - Esercitazione “Smardan 2004” Galati (Romania) - 17° Festival di musica Militare a Modena - Trentennale di “Italair” in Libano nel 2009 - Festa delle forze armate in Libano con ilPresidente della Repubblica, novembre 2009 - Festa dell’esercito nel 2011 - Festa della repubblica 2011 - Military tatoo a Lubiana 2011 - Festeggiamenti per l’Unità d’Italia a Basilea (svizzera)2011
BREVE CURRICULUM DEL DIRETTORE MUSICALE IL 1° Mar Lgt. MIELE Antonio, in possesso della laurea breve in “Scienze organizzative e gestionali” conseguita presso l’Università della Tuscia in Viterbo. A lui si deve la costituzione della fanfara del 27° Btg. Bersaglieri ”JAMIANO” prima e dell’ARIETE poi, che ha riscosso consensi, ammirazione e simpatie ad ogni esibizione. Arruolato il 24-04-81 come vincitore del concorso riservato ai musicanti e preparando la specializzazione presso la Banda Esercito il 4- luglio 1982 viene trasferito al 27° Btg. bersaglieri “Jamiano” in qualità di “capo fanfara”. Trasferito, nel 1989 assume il comando della musica d’ordinanza della brigata Missili “Aquileia” in Portogruaro conseguendo brillanti risultati e unanimi consensi. Nel 1992 sostiene l’esame per la qualifica di “Capo Musica” superandolo brillantemente e acquisendo così il titolo ufficiale, sinora ricoperto senza titolo. Nell’aprile del 1992 torna al btg. bersaglieri che ad agosto si trasforma in Rgt. ricostituendo la fanfara che assumerà il nome di Fanfara Ariete partecipando a tutte le attività addestrative e cerimoniali della Brigata in Italia e all’estero. Ha partecipato a numerosi festival di musiche militari all’estero e in Italia.Si è esibita a Mosca su invito dell’Ambasciata Italiana in occasione della Festa della Repubblica Italiana il 2 giugno 1998 e al Columbus Day a New York nell’ottobre del 1999, e a trasmissioni televisive come “Telethon” e “30 ore per la vita”, “Linea Verde”. Nel 1994 partecipa privatamente ad un concorso nazionale, svoltosi a Lettomanoppello (CH), di musica per Banda ricevendo il premio come Composizione più brillante. Con la soppressione della fanfara nel 2000 va a svolgere l’incarico di sottufficiale addetto alla sezione personale, ma covando in se il desiderio di ricostituirla, opportunità che gli viene offerta dall’allora Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. C. A. OTTOGALLI. E con sacrificio e dedizione ha riportato la fanfara a ottimi livelli. Il 53° Comandante della 132^ Brigata corazzata Ariete, Gen. Paolo RUGGIERO, visto le possibilità musicali e tecniche della fanfara, ha fortemente voluto che venisse inciso un CD musicale,molto apprezzato, da utilizzare come promozione della Brigata. La sua passione per la specialità bersaglieri lo ha portato a ricercare nella storia le tradizioni forti del reggimento di appartenenza e quindi di tutti bersaglieri, mettendo a frutto queste ricerche con altri autori ha pubblicato, per l’Associazione Nazionale Bersaglieri, un libro, intitolato “I BERSAGLIERI, le origini, l’epopea e la storia” , inoltre ha scritto diversi articoli su varie riviste bersaglieresche,e ha curato la pubblicazione per il Centenario della sezione Bersaglieri di Pordenone.
FANFARA “ARIETE” DELL’11° REGGIMENTO BERSAGLIERI
(visto che si stanno diffondendo storie fasulle.....allego la storia della Fanfara ARIETE dell'11° Bersaglieri con sede in Orcenico con allegato il curriculum del capofanfara )
BREVE STORIA DELLA FANFARA
La fanfara “Ariete” è certamente il complesso più ricco di storia e tradizioni. Le sue origini risalgono infatti al 1883, anno in cui veniva costituito l’11 Reggimento Bersaglieri, di cui seguì sempre le sorti. La Fanfara è formata esclusivamente da ottoni che, per potenza di suono, brio e maneggevolezza sono adatti ad essere suonati al passo di corsa. Venne riorganizzata nell’aprile del 1992 quale Fanfara della Brigata Corazzata “Ariete” e sciolta il 1° gennaio 2000 ed era composta esclusivamente da militari in servizio di leva con incarico particolare, alcuni dei quali provenivano dalle bande cittadine e dai Conservatori di tutta Italia. Attualmente è costituita da volontari. Sono diretti dal 1° Maresciallo Luogotenente Antonio Miele.. La Fanfara “Ariete” annovera nel proprio repertorio, oltre alle marce militari, numerosi pezzi di altri generi musicali, alcuni dei quali arrangiati e composti dallo stesso Maresciallo Miele e da militari in servizio nella stessa, riscuotendo unanimi consensi di approvazione nelle varie manifestazioni in cui si è esibita. l'attuale vice capofanfara è il serg. LOMBARDI Cataldo proveniente dai regolari concorsi. La Fanfara ha partecipato a numerose manifestazioni in Italia e all’estero, le più importanti di seguito elencate: - 50° Anniversario di El Alamein(Egitto); - 1° Festival Internazionale delle Bande Militari a Verona; - 3° Festival Nazionale di musiche militari a Versailles(Francia); - British Military Music Show a Munster(Germania); - 1° Festival Internazionale della musica in uniforme a Trieste; - Festa della Repubblica Italiana a Mosca(Russia); - Esercitazione “Balaton 98”-Vesprem (Ungheria); - Cambio del Comandante della Brigata Militare Nord Est a Sarajevo(Bosnia); - 2° Festival Internazionale delle Bande militari a Cervignano; - Festival Internazionale di Albertville(Francia); - Festival Internazionale di Molouse(Francia); - Columbus Day a New York 1999; - Esercitazione “Smardan 2002” Galati (Romania); - Operazione Joint Guardian 2002 Pec (Kosovo) - Esercitazione “Drawsko 2003“ Drawsko (Polonia) - Esercitazione “Precarpatia 2003” Ucraina - Esercitazione “Smardan 2004” Galati (Romania) - 17° Festival di musica Militare a Modena - Trentennale di “Italair” in Libano nel 2009 - Festa delle forze armate in Libano con ilPresidente della Repubblica, novembre 2009 - Festa dell’esercito nel 2011 - Festa della repubblica 2011 - Military tatoo a Lubiana 2011 - Festeggiamenti per l’Unità d’Italia a Basilea (svizzera)2011
BREVE CURRICULUM DEL DIRETTORE MUSICALE IL 1° Mar Lgt. MIELE Antonio, in possesso della laurea breve in “Scienze organizzative e gestionali” conseguita presso l’Università della Tuscia in Viterbo. A lui si deve la costituzione della fanfara del 27° Btg. Bersaglieri ”JAMIANO” prima e dell’ARIETE poi, che ha riscosso consensi, ammirazione e simpatie ad ogni esibizione. Arruolato il 24-04-81 come vincitore del concorso riservato ai musicanti e preparando la specializzazione presso la Banda Esercito il 4- luglio 1982 viene trasferito al 27° Btg. bersaglieri “Jamiano” in qualità di “capo fanfara”. Trasferito, nel 1989 assume il comando della musica d’ordinanza della brigata Missili “Aquileia” in Portogruaro conseguendo brillanti risultati e unanimi consensi. Nel 1992 sostiene l’esame per la qualifica di “Capo Musica” superandolo brillantemente e acquisendo così il titolo ufficiale, sinora ricoperto senza titolo. Nell’aprile del 1992 torna al btg. bersaglieri che ad agosto si trasforma in Rgt. ricostituendo la fanfara che assumerà il nome di Fanfara Ariete partecipando a tutte le attività addestrative e cerimoniali della Brigata in Italia e all’estero. Ha partecipato a numerosi festival di musiche militari all’estero e in Italia.Si è esibita a Mosca su invito dell’Ambasciata Italiana in occasione della Festa della Repubblica Italiana il 2 giugno 1998 e al Columbus Day a New York nell’ottobre del 1999, e a trasmissioni televisive come “Telethon” e “30 ore per la vita”, “Linea Verde”. Nel 1994 partecipa privatamente ad un concorso nazionale, svoltosi a Lettomanoppello (CH), di musica per Banda ricevendo il premio come Composizione più brillante. Con la soppressione della fanfara nel 2000 va a svolgere l’incarico di sottufficiale addetto alla sezione personale, ma covando in se il desiderio di ricostituirla, opportunità che gli viene offerta dall’allora Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. C. A. OTTOGALLI. E con sacrificio e dedizione ha riportato la fanfara a ottimi livelli. Il 53° Comandante della 132^ Brigata corazzata Ariete, Gen. Paolo RUGGIERO, visto le possibilità musicali e tecniche della fanfara, ha fortemente voluto che venisse inciso un CD musicale,molto apprezzato, da utilizzare come promozione della Brigata. La sua passione per la specialità bersaglieri lo ha portato a ricercare nella storia le tradizioni forti del reggimento di appartenenza e quindi di tutti bersaglieri, mettendo a frutto queste ricerche con altri autori ha pubblicato, per l’Associazione Nazionale Bersaglieri, un libro, intitolato “I BERSAGLIERI, le origini, l’epopea e la storia” , inoltre ha scritto diversi articoli su varie riviste bersaglieresche,e ha curato la pubblicazione per il Centenario della sezione Bersaglieri di Pordenone.
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